Parto

Trends in maternal mortality estimates: ancora troppi i decessi post parto

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di Giusy Ragni il
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Dal Trends in maternal mortality estimates 1990 to 2013′, ci arriva un rapporto pubblicato dal Gruppo interistituzionale sulla mortalità materna, di cui fanno parte: l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unicef, il rapporto, oltre ai dati statistici rilevati mette l’accento su come il migliorare la salute materna resti una grande priorità. La gravidanza e il parto sono momenti felici e esaltanti per ogni donna, un’importante passaggio, un’evoluzione della vita che è sinonimo di gioia anche se comporta nuove responsabilità e fatiche .

Però tutto questo non sempre si verifica, le complicanze in questo periodo sono ancora troppe e spesso fatali, che trasformano uno dei momenti più belli in tragedia. Le statistiche forniscono dati ancora troppo allarmanti, ben 800 donne al giorno a causa di complicanze durante il parto muoiono; solo nel 2013 il numero di decessi stimato è altissimo: 289 mila future madri hanno perso la vita. Questo fenomeno interessa maggiormente le aree povere e tutti quei Paesi in via di sviluppo; con assistenza preventiva più efficace e migliorata potrebbero essere evitati.

Le donne più a rischio sono quelle appartenenti a ceti poveri e le adolescenti che affrontano la gravidanza prematuramente quando ancora il fisico è in fase di sviluppo; queste categorie hanno una probabilità su 160 rispetto a l’uno su 3.700 dei Paesi ricchi di morire durante il parto.  Le cause più comuni sono: gravi emorragie a cui non si riesce a far fronte per mancanza di presidi medici validi nelle zone rurali o depresse; infezioni, pressione alta in gravidanza non controllata, esami pre parto scarsi e scarso monitoraggio preventivo durante i nove mesi di gestazione; e pratiche abortive non sicure.

La conseguenza di tutto questo è una concatenata mortalità infantile, ben tre milioni di neonati muoiono ogni anno, ridimensionare queste cifre entro il 2015 è l’obbiettivo principale degli organi competenti che dal 2000 a oggi stanno mettendo in atto provvedimenti in questo senso.

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