Fecondazione Assistita

Tecniche di fecondazione assistita ancora proibite in Italia

Foto del Profilo
di Valeria Notaro il
Commenti (0)

Al giorno d’oggi quando una coppia non riesce ad avere figli per vari problemi d’infertilità femminile, maschile o coniugale, può ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

Anche se la fecondazione assistita è permessa nel nostro Paese, ci sono alcune tecniche di procreazione assistita ancora proibite in Italia.

Vediamo insieme quali sono e in cosa consistano:

  • La maternità surrogata: nel caso in cui una donna non riuscisse a portare a termine una gravidanza, si procede con l’impianto in utero dell’embrione, risultante dalla fecondazione dei suoi ovuli, tramite gli spermatozoi del partner, in un’altra donna, denominata portatrice o madre surrogata. La donna che ha dato i propri ovociti viene, così, sostituita fisicamente nella gravidanza, la pratica è detta anche gestazione di sostegno. E’ bene sottolineare come fra la coppia di genitori genetici e la madre surrogata vi è un vero e proprio contratto.
    Una volta che il bambino viene alla luce, la legge dei paesi dove questa pratica è in vigore afferma che la coppia porti via immediatamente il neonato, proprio come succede nei casi di adozione dopo il parto. Purtroppo, a volte accade che la madre surrogata si rifiuta di separarsi dal bambino appena partorito e che avverte come suo, tuttavia la legge è a favore della coppia che si avvale di questa pratica, poiché il bambino ha il loro DNA  e vi è in atto un contratto civile legittimo.
    Le coppie italiane che decidono di ricorrere alla maternità surrogata sono costrette a recarsi all’estero, spendendo tra i 30mila e i 120mila euro,  al loro rientro, però, rischiano di passare guai legali: in Italia per la maternità in affitto la legge 40/04 prevede, infatti, un processo penale e l’affidamento del bambino a una casa famiglia.
  • Diagnosi genetica preimpianto: consiste in una diagnosi che ricerca eventuali anomalie cromosomiche o genetiche degli embrioni prodotti, per impiantare solo embrioni saniLa diagnosi preimpianto è molto utile quando nelle coppie vi sono delle malattie genetiche ereditarie, con questa tecnica, infatti, si cerca di impedirne la loro trasmissione.
    In Italia è possibile stabilire se gli embrioni sono sani solo una volta già impiantati nell’utero, entro le prime 10-16 settimane di gravidanza, e se la diagnosi prenatale rivela qualche anomalia, la donna può decidere se interrompere la gravidanza o proseguirla. 

Grazie a una sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2014 e alle nuove linee guida stilate dalla Conferenza delle Regioni lo scorso settembre, la fecondazione eterologa è tornata ad essere legale insieme con la donazione dei gameti e il congelamento degli embrioni. Ecco di cosa si tratta:

  • La fecondazione eterologa medicalmente assistita e la donazione di gameti: questa tecnica di fecondazione assistita è effettuata utilizzando o gli ovuli di una donatrice o gli spermatozoi di un donatore. I donatori solitamente rimangono anonimi e sono estranei alla coppia, che si sottopone a una Fivet, a una Icsi o inseminazione artificiale
    Sono vari i motivi che portano a scegliere l’eterologa: l’azoospermia nell’uomo, una menopausa precoce , il desiderio di maternità di una donna single, il desiderio di una coppia omosessuale di avere un figlio, impedire la trasmissione di una malattia genetica al figlio.
    Esistono due tipi di donazione di gameti: l’
    embriodonazione e l’embriodozione. Se la coppia usufruisce di una donazione sia di ovociti sia di spermatozoi, si parla di embriodonazione, mentre l’embriodozione si ha quando una coppia sceglie di donare un embrione congelato.
  • Congelamento degli embrioni: questa tecnica consiste nel congelare gli embrioni in eccesso, in modo da essere utilizzati in seguito; se la coppia desidera altri figli, per esempio, si evita di sottoporre la donna a ulteriori stimolazioni ormonali.
Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti