Non rimango incinta

Stress nemico della fertilità: lo conferma un nuovo studio

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di Elisa Di Mattia il
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È sicuramente una delle cause con cui si tende più spesso a giustificare una gravidanza che non arriva e una condizione di infertilità inspiegata: una volta appurato che a impedire il concepimento non ci siano criticità di tipo biologico come problemi all’apparato riproduttivo o disfunzioni ormonali, la difficoltà ad avere un bambino viene sempre più frequentemente associata ad impedimenti di natura psicologica, in primis allo stress.

Rilassati, non pensarci e vedrai che la gravidanza arriverà!” Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da amiche e mamme dopo esserci confidate con loro sulla nostra difficoltà a rimanere incinte? Un consiglio che a noi sarà sembrato scontato e banale, al limite con la leggenda metropolitana: può lo stress incidere così tanto sulla nostra capacità riproduttiva riuscendo addirittura ad impedire il concepimento?

Effettivamente la correlazione tra stress e infertilità è stata riscontrata nel corso degli anni da diversi studi scientifici, un’ipotesi che ora viene rafforzata da una nuova ricerca presentata al Congresso della Società europea di riproduzione ed embriologia di Lisbona e condotta in maniera congiunta dall‘Ohio State University College of Medicine, dall’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development e dal Texas A&M Health Science Center.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction, ha preso in esame 501 coppie per un anno, periodo nel quale hanno cercato di concepire un bambino. Alle donne sono stati effettuati dei prelievi di saliva per misurare i livelli di cortisolo e dell’enzima alfa-amilase, entrambi marcatori dello stress, oltre a considerare il loro consumo di alcol, caffeina e sigarette.

Al termine dello studio, nell’87% dei casi le donne sono rimaste incinte. Gli studiosi hanno riscontrato che quelle con i livelli più alti dell’enzima alfa-amilase e dunque maggiormente ‘stressate‘, avevano una riduzione di quasi il 30% di fecondità, valutata come maggior tempo necessario per concepire, indipendentemente dalla loro età, dall’etnia, dal reddito e dal consumo di alcol, caffeina o sigarette.
“Questa riduzione della fertilità – spiegano gli autori dello studio – si traduce in un aumento di più di 2 volte del rischio di infertilità fra queste donne”.

Come sottolineano i ricercatori, resta però ancora da chiarire il modo in cui, da un punto di vista biologico, lo stress riesca ad ostacolare la fertilità, e dunque il concepimento.

Tuttavia, nelle donne prese in esame, sono stati riscontrati dei meccanismi comuni: ad esempio le donne più stressate erano meno invogliate a fare sesso rispetto alle altre e gli alti livelli di stress avevano un’influenza negativa sull’ovulazione.

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