Fecondazione Assistita

La legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita

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di Laura Pandolfi il
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La legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita, fu varata ormai dieci anni fa tra non poche discussioni; la normativa di legge iniziava a vietare diverse procedure normalmente praticate negli altri Paesi e, fino ad allora, permesse anche in Italia. 

Durante il corso degli anni comunque le modifiche alla legge 40/04 sono state molte, anche grazie all’intervento di diversi tribunali italiani e della Corte europea di Strasburgo, e hanno restituito alle coppie con il desiderio di un figlio parte delle possibilità prima negate riguardanti la fecondazione assistita.

Si è così creata, però, confusione in merito che non aiuta la già difficile condizione di chi sta per avvicinarsi alle terapie e procedure necessarie per la fecondazione in vitro. Cosa è permesso? Quanti ovuli si possono fecondare? Quanti embrioni congelare? Si possono evitare malattie ereditarie nell’embrione? La fecondazione eterologa è vietata o si può per la fecondazione ricorrere a un donatore esterno alla coppia? 

In una serie di articoli andremo quindi a riassumere la situazione analizzando i dati e verificando cosa rimane possibile fare nel nostro Paese alle coppie che cercano un bambino, nonostante le limitazioni che la legge 40 impone loro.

Iniziamo con dei dati: le statistiche affermano che ad oggi in Italia il 2,2 per cento dei bambini nasce grazie alla procreazione medicalmente assistita, quest’ultimo si rivela essere un dato in linea alla media degli altri Paesi europei.

Le richieste sono comunque in continuo aumento: si è infatti notato che dal 2005 al 2010, le coppie che si sono sottoposte ad almeno un trattamento sono passate da circa 46.000 a circa 70.000; aumentano anche i centri specializzati,  maggiormente diffusi nel Nord della Penisola, passati da 315 a 361, di cui circa 210 privati. 

In Italia il divieto per la fecondazione eterologa, ovvero quella procedura che permette alla coppia di ricevere il seme o l’ovulo da un soggetto esterno, è rimasto vigente fino all’aprile del 2014; ovvero fino al momento in cui la Corte Costituzionale ha stabilito, con una sentenza che ha valore di legge, che “non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa”. In questi giorni, poi, i tecnici della Commissione salute della Conferenza delle Regioni hanno stilato un documento tecnico per la reintroduzione in Italia delle tecniche di fecondazione eterologa con criteri di omogeneità. Si resta in attesa che il Ministero della Salute stili l’aggiornamento delle linee guida previste dalla legge 40, ma è ormai ufficiale: la fecondazione eterologa è legale e ampiamente concessa in tutta Italia!

Allo stesso tempo è di nuovo possibile congelare gli embrioni, produrne più di tre e impiantare nell’utero solo quelli ritenuti necessari a ottenere la gravidanza. 

Inoltre, è stata restituita la possibilità di accedere alla fecondazione in vitro per le coppie che non sono sterili, ma sono portatrici di malattie che potrebbero essere trasmesse ai figli. Il rischio di avere un bambino malato può infatti essere scongiurato grazie alla diagnosi pre-impianto, che permette di analizzare lo stato di salute degli embrioni prodotti in laboratorio, e di impiantare poi nell’utero materno solo quelli sani.

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