Alimentazione

Erbe medicinali. Quali evitare in gravidanza

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di Mara Martini il
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Fitoterapia e naturopatia possono essere delle preziose alleate della salute femminile. Se siamo incinte, però, dobbiamo porre qualche attenzione in più nella scelta delle piante utili al nostro benessere.

Anche se in misura minore rispetto ai farmaci di sintesi, infatti, anche i cosiddetti rimedi “dolci” possono avere controindicazioni ed effetti collaterali, in base alla loro composizione e posologia. Sia per la donna che per il feto – non è certo, infatti, se e quanta parte delle erbe che assume la madre può superare la barriera della placenta.

 

Durante i nove mesi, perciò, è bene tenersi alla larga da:

Artiglio del diavolo – che può provocare contrazioni dei muscoli interni (quindi anche dell’utero);

Ginseng – per la sua azione sul sistema endocrino;

Rosmarino – per la sua attività sull’apparato gastrointestinale;

Iperico, Ortica e Sedano – tutti e tre in grado di provocare contrazioni uterine pericolose.

 

Erbe che possono essere utilizzate, pur con moderazione, sono invece:

Camomilla;

Timo;

Zenzero;

Tè verde;

Aloe vera.

Anche questi rimedi, però, sarebbe meglio evitarli durante il primo trimestre. Riguardo il verde, poi, c’è da dire che ha molte proprietà benefiche e non dovrebbe presentare rischi per il feto, ma va ricordato che una sua assunzione massiccia può interferire con l’assorbimento del ferro da parte dell’intestino, inducendo anemia nella gestante.

Quanto detto vale per infusi e decotti, mentre non dovrebbero esserci problemi per l’utilizzo culinario delle erbe. In ogni caso, il consiglio del proprio ginecologo potrà dissipare ogni dubbio!

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