Alimentazione

Acidità di stomaco in gravidanza: come combatterla?

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di Laura Pandolfi il
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Mentre il primo trimestre è caratterizzato dalla presenza della nausea, man mano che la pancia cresce, si presenterà un altro problema: la porosi gastrica, altrimenti conosciuta come acidità di stomaco.

Il sintomo è dovuto al fatto che il contenuto gastrico si svuota più lentamente, per effetto del progesterone e così l’acido normalmente prodotto dallo stomaco risale verso lo stomaco andando a creare quindi quell’effetto di disagio ed a volte quel dolore o bruciore di stomaco.

Quando il volume aumentato dell’utero spingerà i visceri addominali verso l’alto nel corso della gravidanza, la situazione si complicherà maggiormente e quindi si potrà arrivare ad un peggioramento dei sintomi.

Cosa si può fare allora? Per prima cosa agite sull’alimentazione con pasti piccoli e frequenti, meglio tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini.

Evitate cibi che favoriscono il reflusso come il cioccolato, la menta, il caffè, i succhi di frutta e le bibite gassate e zuccherate.

Bevete l’acqua a piccoli sorsi durante tutta la giornata e soprattutto quando avvertite la sensazione del riflusso. Coricatevi almeno 3 ore dopo cena e cercate di dormire con la testa rialzata.

In gravidanza sono controindicati i farmaci che riducono la produzione di acido da parto dello stomaco, ma potete usare gli antiacidi, che vanno a tamponare l’acidità di stomaco, uno di questi è il bicarbonato. Gli antiacidi vanno utilizzati al termine dei pasti principali una o due volte al giorno.

Un altro rimedio all’acidità di stomaco in gravidanza sono le tisane come la camomilla, che aiutano lo stomaco a rilassarsi. 

La tradizione popolare afferma che il bruciore di stomaco può essere causato dai capelli del piccolo e sembra che uno studio pubblicato nel 2006 lo confermi!

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