Alimentazione

Zucchero di canna: sempre vegano?

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di Mara Martini il
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Lo zucchero di canna, più virtuoso per una serie di ragioni (ad esempio la presenza di molti minerali e vitamine) rispetto al comune zucchero bianco e apparentemente più “nature”, sarebbe in realtà poco adatto ai vegani.

Gran parte dell’industria dello zucchero di canna utilizza, infatti, il carbone animale – derivato dal processo di decomposizione delle ossa animali – per la raffinazione e decolorazione di tale dolcificante. E anche se sulle pagine del Vegetarian Journal si legge che “Il carbone animale semplicemente rimuove le impurità dallo zucchero, ma non diventa una parte dello zucchero” stesso, forse i vegani convinti potrebbero non essere del tutto soddisfatti di tali rassicurazioni e voler cercare delle alternative per mitigare l’asprezza di tè e caffè.

Per prima cosa, visto che non tutto lo zucchero di canna è prodotto facendo ricorso al carbone animale, potremmo consigliare ai puristi della filosofia veg di consultare la lista della Peta e quella del The Vegetarian Resource Group per scoprire quali marchi di zuccheri di canna non utilizzano il carbone animale (ma quello granulare) nei loro processi industriali. In secondo luogo, la natura offre diversi sostituti dello zucchero, del tutto privi di qualsiasi ingrediente di derivazione animale, come:

innanzitutto il tradizionale zucchero di barbabietola – che presenta però l’inconveniente di un maggior indice glicemico –; oppure ancora la  melassa, il malto e il succo d’acero.

Infine, vegani e non, è sempre bene cercare di limitare la presenza di zuccheri semplici nella dieta, per prevenire gli ormai acclarati effetti nocivi prodotti da un’alimentazione troppo ricca di glucidi sulla linea e sulla salute!

 

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