Dal sesto al nono mese

Via libera alla chiropratica in gravidanza

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di Elena Cerboncini il
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Probabilmente alcune di noi hanno avuto occasione di sperimentare i trattamenti di un chiropratico nel corso della vita; non tutte però sanno che la chiropratica può essere un utile strumento di prevenzione anche durante la dolce attesa.

L’idea di farsi manipolare sul lettino di un medico, specie nella fase finale della gravidanza, suscita una certa diffidenza in molte donne. In realtà questo trattamento non presenta controindicazioni in gravidanza, prima di tutto perché non prevede la somministrazione di farmaci, secondariamente perché i lettini chiropratici sono modulari ed in grado di accogliere i pancioni più ingombranti; inoltre le manipolazioni, se effettuate da un professionista, sono dolci, mirate, non invasive e assolutamente rispettose dello stato interessante della potenziale paziente.

La chiropratica focalizza il proprio raggio d’azione sulla colonna vertebrale: parte dal presupposto che il mal posizionamento di alcune vertebre –detto sublussazione-, influirebbe sulla trasmissione degli impulsi nervosi al sistema periferico provocando disturbi anche ad altri organi, non solo alla schiena. Per la chiropratica le disfunzioni del midollo spinale influiscono sulla capacità del corpo di guarirsi da solo. Viceversa con la manipolazione, mirata a riallineare correttamente la colonna, i benefici andranno oltre le singole sedute, soprattutto se la paziente abbinerà regolarmente gli esercizi suggeriti dal chiropratico.

La donna in dolce attesa ha spesso problemi di schiena dovuti a molteplici fattori: adattamenti pelvici e posturali dovuti al crescente peso del feto, fattori ormonali quali l’aumento della relaxina, che ammorbidisce i legamenti per prepararli al parto, fattori emotivi e psicologici.

Come potrebbe venirle in aiuto la chiropratica?

Intanto mantenendo l’allineamento pelvico, fondamentale per non compromettere la quantità di spazio utile al bambino per svilupparsi. Potrebbe inoltre attenuare i dolori lombari e di sciatica della gestante, aiutarla ad avere un travaglio ed un parto meno lungo, diminuire le probabilità di un parto cesareo, alleviare in generale le tensioni muscolo scheletriche ed il mal di testa ed infine persino aiutarla a far girare un eventuale feto podalico. Il chiropratico durante il trattamento opererà manipolazioni delicate dirette a muscoli, articolazioni e legamenti di fondoschiena e bacino, “sbloccando” e sciogliendo tutta l’area.

E non finisce qui: il massaggio chiropratico potrebbe essere efficace anche per trattare il neonato: il parto è un trauma per il bambino e può causare compressioni di cranio o lussazioni di spalle o anche nel bebè, specie nel caso di un parto “aiutato” da ventosa o altri strumenti. Utile in seguito ad attenuare problemi di coliche e rigurgiti del piccino. Via libera dunque a questa pratica sia per le future mamme che per i neonati!

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