Salute

Valide alternative al latte vaccino

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di Chantal De Honestis il
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Sempre più spesso i pediatri,  consigliano di alternare, dopo l’anno di vita, il latte vaccino con altre tipologie di latte, non solo per variare la dieta introducendo alimenti nuovi e di origine vegetale, ma anche perché si fa sempre più strada l’idea che il latte vaccino possa essere la causa di intolleranze o allergie. La condizione perfetta sarebbe quella di poter dare al bambino latte materno fino ai due anni, ma questo in un mondo perfetto perché nella realtà dei fatti è una condizione realisticamente difficile da mettere in atto. E allora, cosa dare ai nostri bimbi per accertarci che tollerino bene l’alternativa al nostro latte e che possibilmente abbia proprietà simili?

Lo stesso Dott. Spock che per anni ha promulgato la filosofia del latte vaccino come alternativa a quello materno, ha cambiato radicalmente idea, sposando gli studi fatti dal Prof. Frank Oski, direttore del Reparto Pediatrico della prestigiosa John HopkinsUniversity di Baltimora.

Il latte vaccino fornirebbe un eccesso di proteine, non darebbe il corretto apporto di calcio come si è sempre pensato e trasmetterebbe all’organismo  le stesse tossine della carne (purine, colesterolo, ptomaine).

Molti medici sostengono poi che il latte in commercio oggigiorno contiene sostanze chimiche d’ogni tipo, estranee alla normale composizione del latte e molto dannose all’uomo e sempre più spesso causa patologie quali asma, affezioni cutanee e gastrointestinali. Sarebbe bene perciò, non tanto eliminare il latte vaccino (che comunque non è indispensabile per una dieta corretta. Basta ricordare che l’uomo è l’unico essere vivente che continua ad usare il latte e i suoi derivati anche in età adulta), quanto alternarlo ad altre tipologie.

Gli orientamenti attuali, meno drastici, riconoscono al latte aspetti positivi e aspetti negativi. Sostanzialmente il peso degli uni sugli altri dipendono tanto da fattori personali quanto dalla quantità di latte che si consuma.  

Cosa dare allora ai nostri bambini?

IL LATTE DI SOIA
Molto simile al latte vaccino per la presenza di proteine, grassi e anche carboidrati in forma facilmente assimilabile. Il latte di soia però è composto al 90% da acqua. Il suo sapore non è particolarmente piacevole, infatti per correggerlo spesso si usano aromi o comunque si fa bollire a lungo prima di confezionarlo in modo da far evaporare la parte responsabile dell’odore poco gradevole. Il latte di soia viene spesso usato da chi non tollera quello vaccino non contenendo lattosio; inoltre le proteine presenti nel latte di soya sono differenti da quelle del latte vaccino.

E’ bene ricordare che di per se la soya è potenzialmente allergizzante. Circa il 30% delle persone intolleranti al latte hanno manifestato anche intolleranza alla soya. Se il vostro bimbo non rientra in questa percentuale allora il latte di soya è una bona alternativa al latte vaccino, soprattutto se la scelta ricade su di un latte la cui composizione è corretta con l’integrazione di zuccheri, grassi vegetali, sali minerali (in particolare calcio) e vitamina B12, in modo da ottenere un prodotto nutrizionalmente equilibrato. Una cosa molto importante, nel momento in cui si opti per il latte di soya è far ricadere la scelta su di un prodotto biologico dal momento che la maggior parte della soya prodotta è di tipo OGM.

IL LATTE DI RISO

Si tratta di un prodotto presente sul mercato da pochi anni e ottenuto dai chicchi di riso germogliati che vengono macinati e stemperati in acqua per poi essere filtrati in bevanda. Ha un gusto dolce e delicato che lo rende particolarmente dissetante. Dal punto di vista nutrizionale, essendo ottenuto dal riso è un prodotto ricco di carboidrati ma povero di proteine. Questo lo porta a non poter essere considerato un alternativa valida al latte vaccino, quanto un prodotto integrativo della dieta, magari in altre forme quali yogurt e formaggi. Completamente privo di lattosio è ideale laddove ci siano intolleranze al lattosio, ottimo anche in caso di celiachia dal momento che il riso è del tutto privo di glutine.

IL LATTE DI AVENA

Da un punto di vista nutrizionale il latte d’avena è molto simile al latte di riso, rispetto al quale però contiene glutine. Ha un sapore meno dolce del latte di riso. Come per il latte di riso, anche quello d’avena è  arricchito con fattori nutritivi in modo da renderlo più simile al latte vaccino. Si tratta soprattutto di integrazioni di calcio, di vitamina D e, spesso, anche di ferro (minerale del quale il fabbisogno cresce molto durante la crescita).

LATTE DI MANDORLE

Tra tutti i latti vegetali, quello di mandorle è sicuramente il più goloso e calorico. Lo si ottiene dalle mandorle che vengono pestate e messe a contatto con l’acqua che trattiene molte delle sostanze di cui sono ricche e prende il loro aroma tipico. La bevanda può costituire un’utile integrazione per  l’assunzione di alcuni principi nutritivi quali acidi grassi polinsaturi, magnesio, ferro, calcio e vitamine del gruppo B. Essendo molto calorico è bene evitare che venga assunto troppo frequentemente.

IL LATTE DI CAPRA

Il latte di capra è un latte che, rispetto a quello vaccino, presenta alcune differenze significative: privo di carotene, è bianchissimo e i globuli di grasso, molto più piccoli  lo rendono molto più digeribile. Per quanto riguarda il gusto il latte di capra assomiglia molto di più al sapore del latte materno. Da un punto di vista nutrizionale il latte di capra è quello più simile al latte vaccino: contiene molto calcio, fornisce vitamina A, e anche una certa quantità di taurina, un aminoacido essenziale nell’infanzia. Più facilmente digeribile ma, anche se in proporzioni minori, il latte di capra ha comunque il lattosio. In più il latte di capra è anche leggermente più calorico di quello vaccino (76 kcal per 100 g contro 63 kcal) e contiene una maggiore quantità di grassi (4,8 g per 100 g, rispetto a 3,6 g).

 

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