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Tre miti da sfatare sull’allattamento al seno

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di Francesca Rolle il
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Finalmente a casa col bambino. Ormoni impazziti, paure, emozioni contrastanti, poco riposo e tanto tanto amore per un nuovo esserino che riempie la vita. Oltre a tutto ciò, una cosa su tutte stressa le neo mamme, soprattutto le primipare: l’allattamento. Sfatare alcuni miti sull’allattamento può aiutare a vivere questo momento con meno apprensione.

Non ho abbastanza latte

Il latte può arrivare prima o dopo, con più o meno facilità, ma, con un po’ di impegno, tutte le mamme possono allattare. Ci va costanza, tanta pazienza e molta fatica ma prima o poi tutte le mamme riescono ad allattare. Certo, ci sono delle complicazione, come, ad esempio, le ragadi o delle cure incompatibili con l’allattamento, che possono rendere l’allattamento molto difficoltoso e doloroso ma questo non significa non avere latte.

Allattare protegge dalla depressione post partum

Non è detto! Certo, se allattare è un piacere, sicuramente veder crescere il proprio bimbo grazie al proprio latte è una grande soddisfazione, che contribuisce ad aumentare l’autostima. Bisogna, però, ricordare che, l’allattamento stanca, sia fisicamente che psicologicamente. Ci sono sostanze, come le vitamine ed il ferro che, se scarseggiano, possono favorire la depressione e l’allattamento, naturalmente, sottrae questi elementi alla mamma a favore del bimbo. Inoltre, per molte donne, l’allattamento può comportare un senso di prigionia dovuto alla consapevolezza che la sopravvivenza del proprio bimbo dipende esclusivamente da sè. Per queste mamme, l‘allattamento artificiale potrebbe essere visto come un alleggerimento perchè consente loro di prendersi del tempo per sè, potendo lasciare il piccolo ad altre persone.

I bambini allattati artificialmente dormono di più

Purtroppo, spesso, ci si lascia convincere a smettere di allattare nella speranza di poter avere qualche ora di riposo in più.  Soprattutto nei primi mesi, non è detto che i continui risvegli dei bambini siano dovuti alla fame e, dunque non è assolutamente certo che, alla base dello scarso riposo, ci sia l’insufficienza o l’inconsistenza di latte. I motivi dei risvegli o dei pianti dei neonati sono molteplici e, nel caso in cui si trattasse di coliche o reflusso, passare al latte artificiale potrebbe voler dire aggravare ulteriormente il problema.

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