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Toxoplasmosi e gatti

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di Valeria Notaro il
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Se l’esame del toxo test risulta negativo, i primi contro cui si punta il dito sono i gatti, ma è molto difficile che un gatto, sempre vissuto in casa fin dalla sua nascita, possa contrarre la toxoplasmosi e poi trasmetterla all’uomo, questo può succedere solo se il gatto va fuori ed entra in contatto con della terra contaminata da animali randagi.

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Se si ha un gatto domestico, dunque, si può tranquillamente continuare a fargli le coccole, tuttavia per precauzione, è importante seguire delle regole igieniche:

–          Dato che la toxoplasmosi viene espulsa con le feci, far pulire ad altri la lettiera del gatto. Se non è possibile, usare dei guanti e lavare accuratamente le mani con acqua corrente e sapone dopo averla pulita.

–          Pulire la lettiera ogni giorno, in quanto la procreazione del parassita nelle feci avviene dopo circa tre giorni dalla deposizione delle stesse.

–          Le urine del gatto non sono pericolose, tuttavia è sempre meglio non entrare in contatto con esse.

–          Lavarsi sempre e comunque le mani dopo aver accarezzato o toccato il gatto o qualsiasi oggetto con cui è venuto a contatto (ciotola del mangiare, giochi vari e così via).

In conclusione se si adottano queste semplici regole di igiene, non c’è alcun bisogno di mandar via il gatto da casa. Diverso il discorso per quanto riguarda i gatti randagi, meglio non entrare in contatto con loro in nessun modo.

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