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Testicolo ritenuto: quando intervenire?

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di Michela Gregoris il
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A volte succede che il neonato maschio presenti alla nascita un testicolo ritenuto, cioè un testicolo che non è presente nello scroto: nel corso dei primi mesi il problema potrebbe risolversi autonomamente, ma in alcuni casi è necessario un piccolo intervento.

Il testicolo si sviluppa infatti in sede addominale, e solo attorno al settimo mese di gravidanza scende definitivamente nello scroto: a volte questo però non succede, e alla nascita il bambino può soffrire di quello che si definisce testicolo ritenuto. Le cause possono essere diverse, e nel caso di testicolo criptorchide esso non è nemmeno visibile né palpabile in sede addominale.

Nulla di preoccupante, succede in circa il 3% dei nati a termine e nel 20-30% dei nati pretermine: in circa il 50% dei casi il testicolo scende spontaneamente nello scroto entro i primi mesi di vita, ma se dopo 6-12 mesi questo non avviene sarà necessario l’intervento medico o chirurgico. L’intervento chirurgico è un intervento miniinvasivo ed è più consigliato rispetto alla terapia ormonale, che ha successo solo in un caso su quattro.

L’operazione consiste in una incisione a livello del canale inguinale, il posizionamento del testicolo nello scroto e il suo fissaggio tramite un’altra incisione a livello dello scroto. Naturalmente sarà il vostro pediatra a consigliarvi i tempi e i modi per risolvere il problema del vostro bambino.

Meglio quindi l’intervento, la cui riuscita è più sicura, e che deve avvenire entro i 12-18 mesi di vita. Non è consigliabile aspettare di più, per permettere un completo sviluppo dei testicoli e per evitare la possibilità di problematiche legate alla fertilità in età adulta, e anche perché in questo periodo il neonato non avrà coscienza di ciò che avviene e non conserverà nessun ricordo dell’operazione.

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