Non rimango incinta

Test per individuare i giorni giusti dell’ovulazione

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di Laura Pandolfi il
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Si commette spesso l’errore di confondere l’ovulazione con il periodo fertile. Quindi, per cominciare, facciamo una distinzione tra le due cose.

test-ovulazione

L’ovulazione è l’istante in cui l’ovulo viene espulso dall’ovaio. Nel momento in cui ciò avviene esso viene captato dalla tuba uterina; qui, incontrerà gli spermatozoi per essere fecondato. A seconda dei cicli, che non sono sempre uguali, l’ovulazione avviene generalmente tra gli 11 e i 14 giorni prima delle mestruazioni.

Il periodo fertile, invece, corrisponde ai 3-5 giorni durante i quali un rapporto sessuale può portare a una gravidanza. I segni indicatori dei giorni fertili sono principalmente tre: le modificazioni alla cervice uterina, il muco cervicale e la temperatura basale. Vediamoli nel dettaglio.

La cervice, che è il punto di giunzione tra utero e vagina, nei giorni che precedono l’ovulazione diventa  morbida, aperta e più alta rispetto al canale vaginale, permettendo così il passaggio degli spermatozoi e guidandoli attraverso il muco cervicale. Essa torna invece ad essere chiusa, dura  e bassa nei giorni che seguono l’ovulazione, impedendo così non solo il passaggio degli spermatozoi, ma anche di eventuali batteri, proteggendo così il sistema riproduttivo da probabili infezioni.

Il muco cervicale è una secrezione che può manifestarsi in modo più o meno abbondante, si presenta trasparente ed elastico, simile all’albume di uovo. Esso è prodotto dalla cervice in quantità maggiore nel periodo fertile, in questo periodo il muco sarà composto da una più alta percentuale di acqua e da meno acidità, risultando quindi meno ostile agli spermatozoi.

La temperatura basale invece consiste in un aumento della temperatura causato da un ormone secrete dell’ovaio, più precisamente dal corpo luteo, chiamato Progesterone, che si va a formare al momento dell’ovulazione e che possedendo proprietà ipertermizzanti causa appunto l’aumento della temperatura.

Soprattutto se la gravidanza si fa attendere, può essere utile ricorrere alla cosiddetta “curva della temperatura“.

La temperatura basale va misurata ogni mattina prima di alzarsi per circa un minuto, possibilmente sempre con lo stesso termometro e sempre alla stessa ora. Digitando su Google “grafico temperatura basale” potrete trovare facilmente delle tabelle apposite per segnare i valori, specificando anche gli scarti di temperatura misurati in decimi di grado Celsius (ad esempio 36,8 gradi).

Noterete che all’inizio del ciclo, nella fase precedente l’ovulazione, la temperatura sarà bassa, generalmente sotto i 37 gradi. Quando avrà luogo l’ovulazione invece, nell’arco di uno o due giorni, la temperatura si alzerà di alcuni decimi di grado e si manterrà stabile su quei livelli per circa 11-16 giorni. La presenza di una temperatura basale stabile sopra i 37 gradi per oltre 11 giorni indica un’ovulazione di buona qualità. Mentre l’assenza di una temperatura stabile è segno che l’ovulazione non è avvenuta, parleremo quindi di ciclo anovulatorio. Questo perché, al contrario del pensiero più diffuso, avere le mestruazioni non significa che ci sia stata necessariamente un’ovulazione.

Per questo, anche quando decidiamo di affidarci ai test di autodiagnosi che troviamo in commercio, per cercare di individuare l’inizio del periodo del fertile, è sempre bene ricorrere alla curva della temperatura basale per essere certe che l’ovulazione abbia avuto realmente luogo. Questi test consentono di individuare nelle urine la presenza dell’LH, un ormone secreto dall’ipofisi, il cui livello aumenta considerevolmente circa 36 ore prima dell’ovulazione. Ripetuto ogni mattina tra gli 11 e i 14 giorni prima del ciclo mestruale,(ovvero la presunta data di ovulazione), il test diventerà positivo indicandoci l’inizio del periodo fertile, che durerà all’incirca dai 3 ai 5 giorni.

Le ditte produttrici dei test affermano un’affidabilità del 90%. Da dire c’è però che se si ripete il test per diversi giorni consecutivi ogni mese e spesso per vari mesi, il costo non sarà indifferente, e che si tratta, in realtà, di test predittivi che non consentono la verifica di una reale ovulazione e del suo livello di efficacia. Per questo, i test di autodignosi,  possono essere più efficaci se combinati con la curva delle temperatura, la quale, non consente di individuare il giorno preciso in cui è avvenuta l’ovulazione, ma specifica l’arco di giorni entro i quali si è verificata. Il più delle volte questo periodo corrisponde ai due giorni che precedono l’innalzarsi della temperatura e al giorno seguente l’innalzamento di quest’ultima; ma è anche possibile che duri di più: fino a 5 giorni prima e 4 giorni dopo.

Insomma il vero e proprio periodo fertile ha inizio 2 o 3 giorni prima dell’ovulazione. Si ha quindi una maggiore probabilità di rimanere incinte il giorno prima dell’ovulazione o quello ancora precedente. Ma si possono sempre verificare delle eccezioni, infatti ogni donna è diversa e molte gravidanze sopraggiungono dopo rapporti sessuali avvenuti fino a 7 giorni prima dell’ovulazione o anche 2-3 giorni dopo.

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