Alimentazione

Svezzamento “meno rigido” per prevenire allergie alimentari

Foto del Profilo
di Stella Ochaa il
Commenti (0)

A quanti mesi è possibile introdurre nello svezzamento latte, pomodori, uova, frutta secca e altri alimenti “allergizzanti”? Fin da subito:  L’esposizione graduale agli allergeni non aumenta il rischio di allergie, anzi lo diminuisce.

Negli ultimi decenni si è assistito ad un incremento delle intolleranze e allergie alimentari. Una possibile causa dell’aumentata sensibilizzazione ad alcuni cibi potrebbe essere lo svezzamento eccessivamente “rigido” e prolungato.

Recenti studi, tuttavia, hanno completamente “ribaltato” le precedenti linee guida per lo svezzamento: meglio abituare il sistema immunitario del bambino gradualmente, somministrandogli gli alimenti allergizzanti già dal sesto-ottavo mese di vita.

La tolleranza alimentare si “impara” nel primo anno di vita

Nei primi 12 mesi di vita c’è una sorta di “finestra immunologica”. Durante questo periodo il bambino impara a riconoscere e tollerare i cibi con cui entra in contatto, dapprima attraverso il latte materno e, successivamente, con lo svezzamento a base di alimenti solidi.

La mamma che allatta deve mangiare di tutto e, con l’inizio dello svezzamento, proporre fin da subito un’ampia gamma di alimenti, specialmente quelli più sensibilizzanti.

Le linee guida europee Eaaci (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) già dal 2004 raccomandano uno svezzamento senza alcuna restrizione anche per I bimbi “a rischio”, ossia con familiarità alle allergie.

I cibi più allergizzanti

Quali sono gli alimenti che danno allergia? Latte vaccino e uova sono responsabili del 90% delle allergie alimentari ma, fortunatamente, queste allergie tendono a scomparire con l’età.

Anche fragole, pomodori, frutta secca, pesce, soia e frumento possono creare sensibilizzazione e allergie.

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti