Dal sesto al nono mese

Streptococco beta emolitico: un’infezione che passa da madre a bambino

Foto del Profilo
di Valentina Molinero il
Commenti (0)

Forse ne avete già sentito parlare, lo Streptococco beta emoliatico del gruppo B (SGB), noto anche come Streptococcus agalactiae, è presente nel 15/20% di donne sane ovvero che non presentano alcuna sintomatologia. Questo germe è in grado di provocare infezione ma si combatte con antibiotici specifici e non presenta complicazioni nella vita di una donna a meno che non si tratti di donne in gravidanza. Colpendo il tratto vaginale e rettale delle donne, l’infezione si trasmette da madre a figlio durante il parto e se entra nel circolo sanguigno del neonato, può causare shock, polmonite, meningite, gravi danni cerebrali permanenti e perfino la morte. Il picco del rischio è al momento del parto, quando il bambino entra in contatto diretto con la mucosa vaginale. In presenza del batterio, la probabilità di contagio del bimbo è del 70% circa. Tra i contagiati, solo l’1-2% manifesta sintomi di rilievo clinico. Per tutti gli altri l’infezione è asintomatica. I più vulnerabili sono i nati prematuri.

Proprio per questo a misura preventiva intorno alla 28a settimana di gestazione, attraverso coltura di cellule prelevate tramite tamponi vaginale e rettale, se ne ricerca il batterio, e ancora verso la 37a settimana e infine al momento dell’accettazione per il ricovero al momento del parto; in questo modo, se si rileva la presenza del batterio, si attua immediatamente terapia antibiotica che riduce le possibilità che il neonato durante la discesa nel canale del parto contragga l’infezione, che può essere generalizzata o manifestarsi con polmoniti e meningiti. Anche se spesso l’infezione si presenta senza sintomi nella gestante, alcuni segni di streptococco possono essere febbre, malessere riconducibile ad una banale influenza e tuttavia ci sono anche alcune altre situazioni che fungono da spia: quando per esempio dall’esame delle urine o nell’emocromo si evidenzia un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi), o nelle urine batteri sospetti, il ginecologo prescrive l’urinocoltura che ricerca specificatamente lo streptococco b e della quale presenza ne dà conferma l’esito positivo del tampone vaginale e/o rettale.

Il tampone si effettua prelevando dei piccoli campioni di secreti vaginale e rettale, attraverso dei sottili e lunghi bastoncini simili a dei cotton-fioc, il materiale prelevato va inviato in laboratorio dove si esegue la ricerca del germe ed entro 48 ore si hanno gli esiti. Nel caso l’esito sia positivo si prescrive terapia antibiotica orale mentre se il tampone risulta positivo al momento del parto, si interviene con terapia antibiotica per via endovenosa o intramuscolare, più rapida e diretta.

Quali sono invece i controlli sul bambino una volta nato? Non esistono linee guida ufficiali sui controlli da effettuare sui neonati potenzialmente esposti allo streptococco beta emolitico di gruppo B, ma nella maggior parte dei centri nascita si procede in questo modo:

  • se la mamma è risultata negativa al tampone vaginale prima del parto, non è richiesto alcun controllo sul bambino.
  • Se la donna, positiva al tampone vaginale, è stata sottoposta a profilassi antibiotica endovenosa durante il travaglio, alla nascita sul bimbo si effettuano un prelievo di sangue e diversi tamponi batteriologici: faringeo, rettale, al canale auricolare, alla congiuntiva e alla cute nell’area ombelicale. Il piccolo rimane in osservazione per 48 ore, ma non viene sottoposto a profilassi antibiotica in attesa dell’esito degli esami. Se questo è negativo, non sono previsti ulteriori controlli.
  • Se alla nascita il bebè presenta già sintomi di un’infezione in corso, oltre agli esami di routine, viene sottoposto a radiografia del torace e puntura lombare. In attesa dell’esito degli esami, viene sottoposto a profilassi antibiotica.
  • Se, oltre all’infezione materna, sono presenti uno o più fattori di rischio, come un travaglio lungo con rottura precoce delle membrane, parto pretermine, basso peso alla nascita, alcuni neonatologi raccomandano la profilassi antibiotica in attesa dell’esito degli esami batteriologici sul piccolo anche in assenza di sintomi di infezione.

Lo stafilococco beta emoliatico del gruppo B è un’infezione importante ma non così grave se preso in tempo, quindi la cosa importante è prevenzione per la mamma ed eventualmente per il bambino se dovesse essere necessario.

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti