Alimentazione

Stipsi in gravidanza: cause e rimedi alimentari

Foto del Profilo
di Mara Martini il
Commenti (0)

La gravidanza ti fa bella” – dicevano le nonne; e non sbagliavano, poiché i mesi di gestazione (soprattutto una volta superato  il primo bimestre) – complici il “lavoro” di alcuni ormoni e la gioia per l’imminente arrivo di una nuova vita – rappresentano per molti aspetti uno stato di grazia per la salute e la bellezza femminile.

40_2013051713231710XPl

Tuttavia, la dolce attesa porta con sé anche qualche disagio… quasi inevitabile: uno dei più comuni è certamente la stitichezza – o stipsi – che “appesantisce” spesso le giornate di ben il 50% delle future mamme! A determinare la fastidiosa difficoltà a liberare l’intestino durante la gravidanza, sono molteplici fattori: di ordine endocrino, meccanico, costituzionale, iatrogeno e anche comportamentale, che sommati fra loro “cospirano” contro il mantenimento di una sana regolarità. 

Alla base della stipsi gravidica c’è anzitutto proprio la grande produzione di ormoni. Già durante le prime settimane, entra in gioco il progesterone che, come si intuisce dal nome, ha l’importante compito di mantenere e far proseguire lo stato di gravidanza. Questa sostanza svolge infatti un’azione miorilassante, necessaria a scongiurare premature contrazioni dell’utero (e quindi il pericolo di aborto): attività preziosissima che produce, però, il poco piacevole effetto collaterale di inibire i movimenti peristaltici intestinali. Quando la gravidanza è in fase avanzata, poi, gli alti livelli di aldosterone circolante contribuiscono a peggiorare la situazione: aumentando l’assorbimento sanguigno di acqua ed elettroliti – utili soprattutto a proteggere gli apparati nervoso e muscolare – questo ormone tende ad “asciugare” il contenuto di stomaco e intestino, e a rendere meno agevole l’evacuazione. 

Via via che passano i mesi, poi, l’aumento di peso e di ingombro dell’utero, che va a premere contro gli altri organi della cavità addominale, costituisce invece il principale ostacolo meccanico al passaggio delle feci. Ancora, l’assunzione di alcuni farmaci o integratori (come preparati a base di ferro (atti a contrastare l’anemia) o anti-acidi (prescritti per placare il reflusso gastroesofageo e il dolore epigastrico che spesso affliggono le gestanti)), e uno scarso consumo di frutta e verdura… fanno il resto. 

Prima, però, di pensare all’acquisto di medicinali lassativi – che possono produrre assuefazione, e quindi diventare alla lunga poco efficaci, e che vanno comunque sempre assunti dietro prescrizione e sotto il controllo del ginecologo o del medico curante – nel frigo o nella dispensa della nostra cucina potremmo scoprire degli ottimi alleati.

Tra i più infallibili, ci sono alcuni frutti freschi come: pere, uva, susine, fichi e kiwi; e secchi, come: prugne e datteri; le insalate (ben lavate), la zucca e le verdure a foglia verde da cuocere; ma anche cereali integrali come l’avena, il miglio, il grano saraceno e – in caso di stipsi ostinata – la crusca al naturale. E poi, dovremo reimpostare l’intera dieta alimentare in modo da comprendervi una presenza importante di vegetali – e in generale di cibi “fibrosi” (senza esagerare con le dosi, perché un eccesso di fibra – specie se insolubile – potrebbe al contrario aumentare il senso di costipazione e provocare mal di pancia) – e soprattutto una quantità di acqua giornaliera non inferiore ai due litri. Sempre in tema di rimedi naturali, è anche consigliata l’assunzione di alcune tisane, come quelle a base di: malva, avena, psyllio e semi di lino. Anche in questo caso, seppur si tratti di rimedi a base di erbe dall’azione piuttosto blanda, è comunque preferibile farsi consigliare dal proprio medico.

Infine, una dolce attività fisica – come le camminate a passo moderato e tutti gli sport che possono essere praticati durante la gravidanza – e massaggi mattutini dell’addome, contribuiscono a facilitare un buon transito.

Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti