Storia di una mamma

Sono incinta: riassunto delle puntate precedenti.

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di Alessandra Giove il
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C’erano una volta, in una metropoli grande grande, due persone che si amavano tantissimo. Due anni fa, dopo aver coronato il loro sogno d’amore, decidono che è arrivato il momento di allargare la famiglia. Un pargolo urlante per casa, non ha mai fatto male a nessuno… quindi, perché non provarci?

Prova che ti riprova, prova che ti riprova, approdarono ad una bellissima domenica mattina di metà ottobre: di ritardo c’era un giorno solo, per me che ero stata sempre sin troppo puntuale, equivaleva ad una settimana. Senza troppa convinzione, memore dei mesi precedenti, feci il test senza badarci troppo.

Fu il mezzo minuto più convulso della mia vita: fatto il test, appoggiato il test, guardato il test, strabuzzato gli occhi, riguardato il test, spalancato la bocca, sgranato gli occhi. Tutto questo senza emettere una sola sillaba, ma solo e soltanto sorridendo.
Verdetto: incinta, alla 5° settimana, ovvero a 4 giorni + 2.
Il passaggio successivo è fu svegliare il marito senza troppo ritegno per orario e modi, dicendogli: “Buongiorno Papà!”. E poi via di abbracci, baci, incredulità, sorrisi, mani che si stringevano e sguardi che si cercavano.
I giorni a venire furono come vivere in una campana di cristallo: tanta incredulità, un pizzico di incoscienza, quanto basta di segretezza e una dose abbondante di amore.

Prima visita: il 3 novembre 2016. Incinta di 7 settimane, ovvero a 6+6.
Un appuntamento che, probabilmente, ogni donna ricorderà per tutta la vita. Ansia a non finire e tanta speranza nel cuore.
Quello fu il nostro primo incontro: un puntino di soli 5 millimetri con un cuore che pulsava a 123 bmp.

Quando si stabilisce un nuovo appuntamento con la ginecologa, sembra quasi che il tempo rallenti volontariamente la sua corsa. Tutto sembra lontanissimo ed irraggiungibile. C’è da dire, però, che l’intrattenimento è stato variegato: nausee, specie al mattino, stipsi come se non ci fosse un domani, un seno che nemmeno Pamela Anderson in Baywatch e una fame da leone.

Almeno con me, i sintomi più comuni della gravidanza, sono stati in parte sfatati: nessun cibo mi disgusta e non disdegno nulla; amo il caffè più di prima, nonostante adesso non possa berne più di due/tre tazze al giorno e nessun odore mi disgusta più di prima.
Ho sviluppato un naso da cane da tartufo e produco più pipì che pensieri al giorno.

La seconda visita è arrivata a distanza 19 giorni. Questa, però, è un’altra storia.

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