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Sindrome da stress respiratorio

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di Giusy Ragni il
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La Sindrome da stress respiratorio generalmente si manifesta nei neonati i cui polmoni per diversi fattori non si sono sviluppati in modo corretto, e anche per problemi funzionali di carattere ereditario.

L’RDS, questo è il termine medico con cui viene definita la patologia è più ricorrente nei bambini nati prematuri, indicativamente prima della 28° settimana di gestazione; ma colpisce anche i bambini nati al compimento del nono mese di gravidanza; le motivazioni sono:

  • casi in famiglia di RDS (sorelle o fratelli),
  • mamma diabetica,
  • Complicazioni durante il parto che  procurano stato di acidosi del neonato al momento della nascita,
  • il parto cesareo e la gravidanza multipla

Le crisi di stress respiratorio si manifestano subito dopo la nascita, e vanno affrontate con urgenza, con l’intervento di una squadra di rianimazione neonatale; i sintomi sono evidenti, dal colore bluastro della pelle e delle mucose, all’apnea intermittente, diminuzione della diuresi, gonfiore agli arti, rantoli, respirazione veloce.

La diagnosi viene eseguita con un esame dei gas nel sangue e con controlli della funzionalità polmonare, oltre a esami di laboratorio per escludere la possibilità di infezioni a cui imputare la sindrome da stress respiratorio.

Le terapie sono diverse: dall’utilizzo di macchinari per la respirazione alla pratica medica chiamata “pressione positiva continua” alla somministrazione di sostanze tensioattive direttamente nei polmoni del piccolo paziente.

La  sindrome da stress respiratorio raggiunge i picchi di gravita dopo 4/7 giorni dalla nascita con un’incidenza di mortalità media sempre tra il secondo e il settimo giorno di vita; se il momento critico viene superato poi si verificherà un  miglioramento negli anni a venire ma estremamente lento. Non mancano in ogni caso le complicanze come ad esempio la displasia polmonare o la retinopatia del prematuro con conseguente cecità.

Il metodo perseguito per prevenire la sindrome da stress respiratorio  nei neonati è quello di evitare il più possibile i parti prematuri, principali responsabili di questa grave patologia neonatale; un altro metodo preventivo contro l‘RDS è di evitare i parti cesarei non strettamente necessari e troppo anticipati.

 

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