Alimentazione

Si rifiuta di mangiare durante lo svezzamento. Come mi comporto?

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di Mara Martini il
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Lo svezzamento, si sa, è un momento delicato della crescita. E sebbene adesso questa fase sia molto aiutata dalla presenza in commercio di prodotti specifici, è comunque normale e assai frequente che l’incontro con le prime pappine possa determinare nel piccolo reazioni di insofferenza e di “rigetto”, o di rifiuto aprioristico e ostinato del cibo, fino ad arrivare ad uno stato di temporanea anoressia.

Il passaggio dal dolce al salato non è facile per tutti, anche se la cosa è sempre molto soggettiva – ci sono infatti bambini (figli di mamme fortunate!) che amano da subito il gusto sapido e pieno della nuova pappa, l’odore della carne e dell’olio d’oliva… Per tutti gli altri casi, i pediatri di solito suggeriscono di giocare d’astuzia, traghettando gradualmente il piccolo dal latte al cibo “da grandi”; e di aggiungere un cucchiaino di zucchero o qualche goccia di latte alle prime pappe salate.

Anche la stessa perdita del seno materno o del rassicurante biberon può tradursi nella psiche di un bambino in una sorta di “abbandono”, che crea in lui (o lei) uno stato di ansia e di disagio e gli rende inviso il cibo somministrato in questa nuova modalità. La mamma dovrà perciò fare in modo che l’ora della pappa sia più serena e tranquillizzante possibile, evitando di mostrarsi tesa e apprensiva.

Altro probabile ostacolo all’appetito del bimbo, in questo momento, può essere rappresentato dal cucchiaino, il nuovo tramite fra lui e la mamma. A questo proposito, è consigliabile cominciare a fargli prendere confidenza con questo oggetto prima dell’inizio dello svezzamento, in modo che il bambino non associ automaticamente ad esso il pensiero ostile del nuovo cibo. Per esempio, quando ancora il piccolo viene allattato, si potrebbe provare di tanto in tanto ad offrirgli un po’ di acqua o succo di frutta con il cucchiaino; in più, è bene cercare di renderlo “simpatico”, magari scegliendo un modello di plastica colorata anziché di freddo metallo, e personalizzarlo, cioè farlo diventare un oggetto familiare, il suo cucchiaino.

Ad ogni modo, l’inappetenza e il rifiuto di mangiare durante lo svezzamento sono fenomeni fisiologici quando sono transitori. Qualora questa sorta di anoressia si protragga oltre un tempo ragionevole – e non sia originata da cause fisiche contingenti, come disturbi intestinali o virus generali che riducono la capacità digestiva e inibiscono l’appetito – è sempre bene rivolgersi al pediatra.

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