Gravidanza

Sì all’acido folico, ma occhio ai dosaggi!

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di Elisa Di Mattia il
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Quando si scopre di aspettare un bambino, il ginecologo raccomanda subito di integrare la propria dieta con acido folico: una vitamina importantissima per il corretto sviluppo del feto e per la prevenzione di gravi malformazioni fetali, quale, per esempio, la spina bifida.

La vitamina B9folacina o acido folico – è contenuta naturalmente in alcuni alimenti, in particolare nelle verdure a foglia verde, nei legumi e nelle uova, tuttavia la sola alimentazione non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero di acido folico necessario alla prevenzione della salute del feto; se ne raccomanda, perciò, un’integrazione sotto forma di compresse, da assumere nel periodo in cui si prova a restare incinta e durante il primo trimestre di gravidanza. Per tutte quelle donne che desiderano un bambino o che hanno appena scoperto di aspettarlo, quindi: sì all’acido folico, ma occhio ai dosaggi!

Numerosi studi hanno, infatti, dimostrato come una regolare assunzione di acido folico, sia in fase di pre-concezionale che durante i primi mesi di gestazione, riduce di almeno il 70% il rischio di insorgenza di gravi malformazioni fetali: la quantità indicata per ridurre questo rischio è pari a 400 mcg (0.4 mg) da assumere quotidianamente. È però altrettanto importante attenersi alle quantità consigliate: un’assunzione eccessiva di questa vitamina durante la gravidanza, infatti, non solo sarebbe inutile, ma risulterebbe addirittura dannosa per il bambino.

Secondo i dati emersi da uno studio condotto da ricercatori spagnoli e pubblicato recentemente sulla rivista JAMA Pediatrics, eccedere con le quantità di acido folico in gravidanza potrebbe esporre il nascituro a problemi di tipo neurologico, con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio durante il suo primo anno di età.

La ricerca ha evidenziato come i bambini nati da donne che durante la gestazione avevano assunto quantità eccessive di acido folico  – da 1000 mcg fino addirittura a 5000 mcg al giorno – presentassero dal punto di vista psicomotorio un punteggio più basso rispetto a quelli le cui madri si erano attenute alle dosi consigliate di 400 mcg giornalieri, secondo i parametri delle Scale Bayley utilizzate per la valutazione dello sviluppo infantile.

Lo studio dovrà essere confermato da ulteriori ricerche, dal momento che è la prima volta che emerge una correlazione tra l’eccesso di acido folico in gravidanza e problemi allo sviluppo del bambino: nel dubbio, meglio tenere d’occhio i dosaggi e attenersi alle quantità consigliate.

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