Coppia e Gravidanza

Sesso in gravidanza, i miti da sfatare

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di Valentina Molinero il
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La gravidanza è un momento sempre splendido per una coppia, ricco di novità, preparativi e cambiamenti, ma anche un momento di grandi domande non solo sul nuovo arrivato, ma anche sul rapporto a due. Molti di questi interrogativi riguardano il sesso, infatti l’attesa non di rado influisce sulla vita intima di una coppia, un po’ perchè l’uomo si sente inibito, un po’ perchè tanti sono i dubbi e le credenze popolari, ma altrettanto grande è l’imbarazzo nell’affrontare certi argomenti, anche con un medico di fiducia. Sull’argomento “sesso in gravidanza” i dubbi aumentano e i miti crescono e spesso la coppia rinuncia ad avere rapporti intimi durante la gestazione per via di paure infondate, vediamo quali sono i falsi miti riguardanti i rapporti in gravidanza:

  • È sempre meglio evitarlo: In realtà, se tutto procede tranquillamente, non vi sono controindicazioni al sesso in gravidanza. Capita, però, che i partner si allontanino, perché lei non si sente più desiderabile e lui si inibisce davanti al pancione. È bene invece superare questi imbarazzi e conservare una buona intesa.
  • La penetrazione può danneggiare il feto: In realtà il condotto vaginale è lungo diversi centimetri ed è improbabile che il pene possa raggiungere il collo dell’utero. Inoltre, la cervice è chiusa da una sorta di tappo di muco, preposto alla protezione del nascituro, e la stessa funzione protettiva è svolta dal liquido amniotico.
  • Le contrazioni dell’orgasmo possono causare un aborto spontaneo: Qualche piccolo crampo dopo il rapporto è normale, se la vostra gravidanza non è a rischio. Inoltre, è quasi impossibile confondere i crampi post-rapporto con quelli di un eventuale travaglio oppure con i crampi che possono provocare un aborto.
  • Il rapporto provoca le doglie: E’ un vecchio mito duro a morire poichè è noto che nello sperma vi è un gruppo di acidi, le prostaglandine, che in forma sintetizzata vengono utilizzate in ospedale per provocare il parto in maniera indotta. In realtà la concentrazione nel liquido seminale è talmente ridotta da non destare alcun problema.
  • Il rapporto fa male al bambino: il bambino non percepisce affatto i movimenti del pene nella vagina, dal momento che si trova in un organo che non è coinvolto dal rapporto stesso.
  • Il sanguinamento dopo il rapporto è indizio di una lesione: Un leggero spotting (ovvero una perdita di sangue) durante e dopo il rapporto è abbastanza comune e non deve preoccupare a meno che l’emorragia non sia abbondante. Lo spotting è causato dall’accresciuta sensibilità della cervice durante la gravidanza; anche un piccolo contatto o sollecitazione può causare sanguinamento, ma senza portare a rischi reali.
  • Il bambino lo ricorderà una volta nato: il bambino sentirà che “qualcosa si muove” ma non ha certo le facoltà per capire cosa stia succedendo, anche fare una corsa oppure andare a ballare comporta un movimento del pancione e il bambino lo avverte!
  • L’orgasmo è meno intenso: I cambiamenti fisici che avvengono nel corpo della donna non modificano in modo particolare il suo piacere. In realtà, le difficoltà che spesso si presentano durante il sesso in gravidanza sono quasi sempre dovute alle tensioni psicologiche che, in questo periodo, sono più difficili da tenere sotto controllo.
  • Aumentano le infezioni: In gravidanza la zona genitale è più vulnerabile alle aggressioni dei microbi, ma il rischio di trasmettere un’infezione con il rapporto è basso. È vero, infatti, che il maggior afflusso di sangue alla vagina favorisce la proliferazione dei germi nocivi, ma, in realtà, in un rapporto stabile ci si “abitua” ai microrganismi dell’altro, rendendoli innocui.

In poche parole, i miti sul sesso in gravidanza sono davvero moltissimi, ma la maggior parte sono da sfatare, se la gravidanza non ha problemi è possibile avere rapporti con il proprio partner, in particolare il secondo trimestre è uno dei più favorevoli poiché le preoccupazioni del parto sono ancora lontane, mentre i genitali diventano più sensibili per l’afflusso di sangue. Comunque per qualunque dubbio, la cosa migliore è sempre quella di parlare con il proprio ginecologo, l’unico in grado di spiegare se ci sono rischi reali per mamma e nascituro. Se il medico da il “via libera”, è bene adottare le posizioni che non comprimano il pancione, per evitare fastidi.

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