Parto

“Servono nuove linee guida”. Lo dicono le ostetriche durante la giornata internazionale del parto in casa.

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di Francesca Rolle il
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Si è festeggiata lo scorso 6 giugno la giornata internazionale del parto in casa, tra iniziative, dimostrazioni, merende e stand informativi attivi in tutta Italia. Da Milano a Roma e da Varese a Salerno, la ricorrenza è stata l’occasione giusta per dare voce al pensiero delle ostetriche in materia di parto in casa, realtà che, in Italia, è ancora molto poco rappresentata se non, addirittura, in qualche caso, osteggiata.

L’invito della FNCO sul parto in casa.

In occasione della giornata internazionale del parto in caso, la Vice Presidente della FNCO (Federazione Nazionale Collegi Ostetriche), Silvia Vaccari, ricorda l’importanza del diritto di scelta che ogni donna ha in fatto di parto: come, dove e con chi partorire deve sempre essere a discrezione della gravida. Questo non significa mettere a rischio la salute della donna o del nascituro ma, semplicemente, dare la possibilità di optare, in tutta libertà e potendo avere una completezza di informazioni, per il parto in casa o presso una casa del parto, qualora ci siano i presupposti. Si tratta, dunque, di informare le donne, che stanno per portare a termine una gravidanza fisiologica, della possibilità di partorire in contesti meno medicalizzati e più in sintonia con la naturalità del parto rispetto agli ospedali.

La proposta dalla FNCO

“La FNCO rinnova all‘Istituto Superiore di Sanità, con cui collabora attivamente e stima per l’impegno e per l’abnegazione alla ricerca scientifica a favore della salute dei cittadini, l’invito a creare un pool di esperti ed  ostetriche che vada a stilare una Linea guida che omogenizzi ed uniformi protocolli e procedure a livello nazionale, monitori e valuti i percorsi e gli esiti, promozioni di audit e di ricerca , che vada a garantire un’assistenza qualificata alla presa in carico della gravidanza fisiologica , al travaglio di parto fisiologico ed al puerperio, zona grigia dell’assistenza istituzionale dove le donne e le famiglie sono sempre più sole.”

Con queste parole Silvia Vaccari tenta di sensibilizzare le istituzioni nei confronti del parto in casa e non dimentica di puntualizzare come alcune regioni italiane, come Marche, Emilia Romagna, Trentino, Piemonte e Lazio,  abbiano già legiferato in materia, definendo i protocolli da seguire e i rimborsi da prevedere quando la donna sceglie di non partorire in ospedale. L’augurio è che anche il resto del paese segua il loro esempio, creando delle politiche di sinergia.

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