Psicologia infantile

Separare madre e neonato: Una pratica corretta?

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di Daniela Bottarelli il
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In occidente è una pratica standard in ambiente ospedaliero quella di separare madri e neonati.

La separazione non avviene solo nel caso di neonati prematuri o con problemi medici, ma anche con quelli sani, i quali sono posti nelle culle e messi a “riposare” per diverso tempo in un’altra sala.

Vista la pratica, gli scienziati hanno voluto capire se questa potesse avere qualche impatto sul neonato, dato che nessuno si era mai posto la domanda.

Ebbene, dopo aver valutato gli effetti della separazione dalla madre alla nascita monitorando i battiti di bambini di due giorni che erano lasciati soli in una culla, è emerso che i livelli di stress nei bambini crescevano del 176% quando erano da soli e, inoltre, c’era una probabilità dell’86% che avessero un sonno agitato.

la ricerca scientifica evidenzia una strana contraddizione: negli studi animali, un modo per creare stress è separare il cucciolo alla nascita dalla madre, allo scopo di analizzare le difficoltà di sviluppo del cervello dei neonati. Allo stesso tempo, però, la separazione umana del neonato dalla madre è una pratica molto comune.

È vero che per il neonato restare accanto alla mamma per tutto il tempo non è sempre possibile, come nel caso di ricorso dell’incubatrice o altri fattori medici. Tuttavia, spesso vengono separati mamma e piccolo anche quando non sarebbe necessario.

Gli studiosi, comunque, hanno spiegato che saranno necessari ulteriori studi più approfonditi per comprendere appieno gli effetti (anche a livello neurologico) a breve e lungo termine della separazione del neonato dalla madre.

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