Salute Mamma

Secchezza genitale

Foto del Profilo
di Carla Pistone il
Commenti (0)

Una fastidiosa sensazione che può associarsi a bruciore e prurito e compromettere la serenità della vita sessuale.

La secchezza genitale è una sindrome molto frequente: circa il 70% delle donne ha sperimentato questo problema almeno in alcuni periodi della sua vita. Bisogna però distinguere tra la secchezza dei genitali esterni, che interessa la vulva, e la secchezza dei genitali interni, che invece interessa la vagina.

La secchezza vulvare è legata soprattutto all’invecchiamento dei genitali, perché con l’età e la menopausa si riducono gli ormoni estrogeni e il testosterone, quindi è da considerare abbastanza normale; tuttavia una secchezza grave e accompagnata da un fastidioso prurito può essere imputata ad una patologia specifica, il “lichen sclerosus”, che si manifesta quando i genitali esterni femminili subiscono una progressiva e accelerata involuzione.
Vi sono poi le cause legate agli stili di vita: usare saponi aggressivi più volte al giorno, per esempio, priva la cute e le mucose della vulva del microscopico film idrolipidico che le ricopre e che ne mantiene una idratazione ottimale. Questo piccolo strato infatti è costituito dal sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, dalle cellule di sfaldamento della cute, da acqua e sali minerali – riversati all’esterno dalle ghiandole sudoripare durante la normale traspirazione – e dall’ecosistema vulvare, cioè dalle popolazioni di microrganismi specializzati che abitano questa parte del corpo così a contatto con l’ambiente esterno proteggendola dalle aggressioni esterne. Quindi un’igiene troppo zelante o l’uso di prodotti che non rispettano la complessità di questa struttura microscopica e preziosa e il suo pH, causa una progressiva sensazione di secchezza e priva la cute vulvare di quella “barriera” viva che la protegge dalle aggressioni esterne, esponendola a infiammazioni, allergie e infezioni.

Diverso è il caso della secchezza vaginale.

Infatti il tasso di umidità vaginale varia durante l’arco della vita, perché è strettamente dipendente dalla produzione di estrogeni del nostro corpo. Appena nate, poiché siamo state esposte agli elevati livelli di estrogeni in circolo nel grembo materno a causa della gravidanza, i nostri genitali appaiono ben idratati; poi, durante l’infanzia, i livelli di estrogeni calano a livelli insignificanti e la nostra vagina appare estremamente secca. Con la pubertà gli estrogeni fanno di nuovo la loro comparsa, stimolando le secrezioni che provocano l’umidità vaginale, che raggiunge il picco massimo durante la gravidanza e diminuisce temporaneamente nel periodo successivo al parto, portando  una temporanea secchezza vaginale. Questo periodo di secchezza è più lungo nelle madri che allattano, ma quando smettiamo di allattare, la vagina riacquista spontaneamente la sua umidità. Infine, con l’età e la menopausa i livelli di estrogeni tornano ad abbassarsi e la vagina tende a seccarsi.

In altri termini, in alcuni periodi della nostra vita la secchezza vaginale è del tutto normale, perché associata ad un fisiologico calo di estrogeni e cioè:

–          Nel puerperio, quando durante l’allattamento il ciclo mestruale è sospeso

–          In menopausa, quando l’esaurimento definitivo dell’ovaio riduce drasticamente la produzione di ormoni femminili

–          In generale, nelle amenorree, quando la produzione di estrogeni è ridotta

 

Ma la secchezza vaginale può essere anche il sintomo di un disagio psicosessuale ed essere causata da una inadeguata eccitazione sessuale legata a cause psichiche, come non riuscire a rilassarsi e a trovare l’eccitazione o a cause relazionali come il sentire di non essere più attratte dal proprio partener.

In tutti questi casi, la donna avverte una spiacevole sensazione di secchezza che interferisce anche con la sua vita sessuale, perché può causare dolore durante la penetrazione (dispareunia) e perché la carenza di estrogeni impedisce la normale risposta allo stimolo sessuale dei vasi sanguigni che circondano la vagina.

Cosa fare. Per contrastare efficacemente la secchezza genitale si può intervenire innanzitutto sul proprio stile di vita e sulle abitudini igieniche:

–          favorire la traspirazione dei tessuti cutanei genitali, utilizzando biancheria in fibra naturale come cotone, lino e seta ed evitare l’uso eccessivo e prolungato di salvaslip, biancheria e vestiario troppo aderente

–          rispettare l’ecosistema vulvare utilizzando per l’igiene intima detergenti a PH acido, che vanno sempre diluiti in acqua e utilizzati mediamente due volte al giorno

Il medico e il farmacista potranno poi consigliare pomate galeniche per uso locale a base di estrogeni a minime dosi, che ripristinano la normale lubrificazione, e creme alla vitamina E che hanno un effetto trofico e lenitivo.

Non dimentichiamo poi il potere delle erbe: il timo e la salvia possono entrare nella composizione dei detergenti intimi garantendo un’azione antibatterica rispettosa dell’ecosistema vulvare, mentre la Cimicifuga Racemosa, una pianta della famiglia delle Ranuncolacee, ha azione estrogenica e si dimostra efficace non solo nella secchezza genitale, ma anche nella dismenorrea e nelle turbe dell’umore legate alla sindrome premestruale e alla menopausa.

 

Loading...
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti