Dal sesto al nono mese

Se non si è girato e sei prossima al giorno del termine?

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di Michela Gregoris il
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Attorno alla trentesima settimana di gravidanza il bambino si posiziona nel pancione con la testa rivolta verso il basso in quella che viene chiamata “posizione cefalica” e che gli permetterà di nascere nel modo più naturale.

A volte accade però che ci si avvicini alla presunta data del parto e il piccolo non abbia ancora effettuato la “capriola”. Si parla in questo caso di posizione podalica.

La posizione podalica può presentarsi in tre modi differenti:

–          Il bambino si presenta con il sedere rivolto verso il basso e le gambe allungate davanti al corpo, verso la faccia;

–          Il bambino si presenta con sedere e piedi rivolti verso il basso, a gambe piegate (all’indiana)

–          Il bambino si presenta con i piedi e le ginocchia verso il canale d’uscita.

Le cause della posizione podalica non si possono individuare con certezza, ma essa è frequente in presenza di parto gemellare, di gravidanze ravvicinate, prematurità, liquido amniotico insufficiente o eccessivo, malformazioni pelviche o problemi del feto.

In alcuni ospedali (ma non tutti!) è possibile effettuare una “manovra di rivolgimento”; si tratta di una pratica un po’ fastidiosa per la madre ma per niente dolorosa, e consiste nella manipolazione del feto attraverso l’addome della madre in modo da farlo girare nella giusta posizione, sotto controllo ecografico per evitare che il bambino presenti problemi di sorta. La pratica dura circa due ore e mezza. Non può però essere effettuata se ci sono anomalie nel battito cardiaco del bambino, se c’è stata un’emorragia vaginale nella settimana precedente, in caso di parto gemellare o ritardo nello sviluppo fetale.

Non si tratta di una manovra priva di rischi, anche se la probabilità che questi insorgano è molto ridotta: si può per esempio verificare un distacco della placenta, che costringerebbe a procedere immediatamente al parto cesareo.

Ci sono però altri metodi per provare a stimolare il bambino in modo che si giri in posizione cefalica prima del parto: per esempio alcune madri hanno visto funzionare la “moxibustione”, un tipo di stimolazione di tradizione cinese, che avviene a livello del quinto dito del piede attraverso un sigaro di artemisia. Il calore su questo particolare punto stimolerebbe i movimenti fetali, agevolando così la capriola del nascituro.

Tra i metodi casalinghi, segnaliamo invece la possibilità di comunicare con il bambino attraverso la musica o la voce materna: posizionando verso il basso una musica o la registrazione della propria voce si può attirare il bambino verso quel punto, stimolandolo quindi a spostarsi. Un altro metodo che può agevolare il movimento fetale è quello di restare distese per circa 15 minuti due o tre volte al giorno supine e con dei cuscini sotto il sedere, in modo che le anche siano rialzate rispetto al busto.

Di solito in Italia in caso di posizione podalica del bambino si procede al parto cesareo: il parto podalico è scarsamente consigliato, spesso le strutture non sono attrezzate per effettuarne uno e risolvere le possibili complicazioni (come il prolasso a livello del cordone ombelicale).

A volte succede che il bambino si capovolga proprio all’ultimo momento, anche se non capita spesso: sarebbe quindi consigliabile effettuare un’ecografia poco prima del cesareo, in modo da evitare un cesareo inutile.

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