Gravidanza

Scelta del nome: Attenzione a quelli vietati per legge

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di Stella Ochaa il
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La scelta del nome è una tappa molto importante: è una grande responsabilità per i futuri genitori poiché il nome scelto accompagnerà il loro figlio per tutta la vita. In Italia esiste una legge che vieta di dare al proprio bambino determinati nomi, vediamo le regole imposte dall’Anagrafe.

Alcuni genitori, presi dalla gioia e dall’euforia dell’arrivo di un figlio, iniziano a fantasticare sul bebè in arrivo: come sarà? a chi somiglierà? con quale nome lo chiameremo? E proprio a tal riguardo, esistono delle limitazioni imposte dalla legislazione italiana per quanto riguarda la scelta del nome.

Vediamo nello specifico le regole dell’Anagrafe e quali “paletti” vengono imposti ai genitori.

LETTERE DELL’ALFABETO ITALIANO – è possibile scegliere qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto italiano, incluse X, Y, W, J e K. Non è possibile utilizzare nessun altro carattere.

VIETATI I NOMI RIDICOLI – La legge italiana vieta di dare ai nascituri nomi considerati ridicoli o disonorevoli. Poiché non esistono indicazioni specifiche riguardo a ciò che viene valutato “ridicolo”, è il funzionario dell’Anagrafe stessa che stabilisce l’ammissibilità del nome di volta in volta.

Sono vietati tutti i nomi considerati lesivi della dignità del bambino, i nomi che ricalcano i termini del turpiloquio, i nomi di personaggi storici che non godono di buona fama (Adolf Hitler, Jack lo squartatore ecc.) e pure i nomi dei personaggi di fumetti o cartoni animati.

VIETATO DARE IL NOME DEL PADRE – Non si può dare il nome del padre (nemmeno seguito da Junior o Jr), del fratello o della sorella in vita poiché avrebbero stesso nome e cognome.

VIETATO ATTRIBUIRE UN NOME FEMMINILE AD UN MASCHIO E VICEVERSA – Tuttavia è possibile aggiungere il secondo nome “Maria” ad un figlio maschio (es. Carlo Maria, Gianmaria, Filippo Maria ecc.).

Il nome Andrea è l’unico nome considerato unisex ed accettato per entrambi i sessi.

VIETATO UTILIZZARE IL COGNOME NEL NOME – Legge entrata in vigore dall’anno 2000.

MAI PIÙ DI 3 NOMI – Qualora se ne volessero aggiungere di più lo si potrà fare esclusivamente in sede di battesimo, senza alcuna valenza anagrafica.

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