Bimbo

Salviamo le manine!

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di Mara Martini il
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Chiudere una mano dentro il cassetto, dentro l’anta dell’armadio o lo sportello della macchina; “temperarsi” un dito al posto della matita; scottarsi con una pentola ancora calda, con l’acqua del bagno o con una vecchia lampadina ad incandescenza; cadere scompostamente; farsi schiacciare le dita dal peso di una pallonata, della scarpa di un compagno o di un oggetto caduto; essere morsi da un animale mentre si prova ad accarezzarlo (e l’elenco potrebbe allungarsi ancora)… sono incidenti che possono capitare, soprattutto ai più piccoli.

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I bambini sono maggiormente esposti a questo tipo di infortuni, dal momento che le mani rappresentano per loro sia un mezzo di esplorazione del mondo circostante sia uno strumento di gioco. Il più delle volte, infatti, tali “guai” sono causati proprio dalla grande curiosità e dall’eccesso di impulsività tipici dell’età infantile, come quando si toccano incautamente oggetti che scottano o ci si avvicina con troppo “entusiasmo” agli animali domestici. In caso di incidente, poi, i piccoli rischiano di farsi più male degli adulti, per via della maggiore gracilità delle loro ossa non ancora calcificate e della sottigliezza delle loro dita.

Occorre, perciò, che genitori, babysitter e tutti coloro che abbiano la custodia anche temporanea di uno o più bambini, prestino particolare attenzione ai loro movimenti, senza esagerare con l’imposizione di divieti (che se eccessivi potrebbero anzi risultare controproducenti) e senza inibire troppo le loro iniziative, ma cercando di limitare al minimo le fonti di pericolo. Qualche cautela in più va posta, poi, alla cameretta: essendo il luogo dove i piccoli trascorrono buona parte del loro tempo e dove giocano spesso da soli, questa deve essere il più possibile sicura.

. Che fare, però, se è già successo il patatrac? Innanzitutto, mantenere la calma. E poi, magari, questo piccolo memorandum potrà tornarvi utile:

1) In caso di trauma – Se la parte è contusa e non si sospettano fratture (ad esempio, perché il bimbo non lamenta un dolore insopportabile), applicare del ghiaccio – non a diretto contatto con la pelle, ma avvolto in un panno o dentro l’apposita borsa. Se c’è un’unghia sollevata, lesa o parzialmente staccata, non asportarla, ma riposizionarla nella giusta sede perché possa guidare la ricrescita corretta del nuovo tessuto ungueale.

2) In caso di ustione – Quando la bruciatura appare molto estesa e profonda, meglio recarsi al Pronto Soccorso o chiedere l’intervento del medico. Ma in ogni caso, è bene porre in essere alcuni piccoli interventi immediati, come: raffreddare la parte sotto il getto dell’acqua, e non applicando del ghiaccio che potrebbe traumatizzare ancora di più i tessuti; non bucare le vesciche che si siano eventualmente formate sulla superficie della ferita e, in caso di una loro rottura spontanea, medicarle con garze sterili.

3) In caso di sanguinamento – Sciacquare abbondantemente la ferita con acqua fresca, e possibilmente sapone, asciugarla e disinfettarla con un prodotto scarsamente irritante – ottima l’acqua ossigenata. Per fermare il sangue, tamponare la ferita con una garza sterile (evitando la classica ovatta, che potrebbe contaminare la lesione con i pelucchi) ed eventualmente applicare la borsa del ghiaccio.

Quando andare in ospedale? E’ il caso, invece, di recarsi rapidamente al Pronto Soccorso o di chiamare il 118, se: si teme che il bimbo possa aver subito una frattura o una lussazione; il piccolo è stato morso o graffiato da un animale e non si è certi che sia coperto da tutte le vaccinazioni del caso; la perdita di sangue è molto copiosa e non accenna a diminuire.

 

 

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