Vita di Coppia e Famiglia

Ritagliati tempo per te e il tuo compagno

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di Carla Pistone il
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E’ inevitabile che la vita di coppia cambi con l’arrivo della gravidanza e del bebè, quando lui e lei si trasformano da innamorati appassionati che vivono l’uno per l’altra a genitori, che devono impiegare la maggior parte del loro tempo ad occuparsi del nuovo arrivato.

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A soffrire di più di questo cambiamento di solito sono i papà, che nonostante tutto l’amore e il trasporto che possano provare nei confronti del bambino, sentono di uscire dalla sfera delle attenzioni della compagna, tutta concentrata sulla cura del suo piccolo.

In realtà è importante che la mamma riesca a trovare del tempo da dedicare a se stessa e al suo partner, per ritrovare la sua dimensione di donna e per il benessere di tutta la nuova famiglia, compreso quello del bambino.

Infatti un equilibrio familiare emotivamente gratificante si basa sulla capacità della coppia di bilanciare le necessità soggettive di ciascuno dei suoi componenti – mamma, papà e bambino – e le esigenze reclamate dalla relazione tra i due partners. La genitorialità allora deve essere vissuta come una nuova occasione per dare un nuovo volto alla propria relazione, misurandosi con nuovi problemi quotidiani ai quali trovare insieme nuove soluzioni e cercando di creare un clima di fiducia e di accoglimento reciproco, in cui ciascuno è disposto a dare una risposta alle richieste emotive dell’altro e contemporaneamente sa di essere gratificato nelle esigenze emotive proprie.

Proprio perché è la vita della mamma a subire i maggiori cambiamenti con la gravidanza e l’arrivo del bambino, gran parte delle probabilità di successo dei tentativi di rinfrescare la vita di coppia dipendono dalla sua abilità. La parola d’ordine, in questo caso, è condivisione:

– già con la gravidanza, esternare al partner le aspettative sul proprio futuro insieme e fantasticare con lui sul futuro della nuova famiglia significa renderlo partecipe e fare un primo efficace passo per evitare che lui si senta trascurato.

– non isolarsi nelle proprie emozioni di mamma: per esempio, farsi accompagnare da lui alle ecografie per vivere insieme gli esaltanti momenti in cui vedere il piccolo prendere forma nel pancione. E poi, se lui lo desidera, potrà anche assistere al parto…

– non trascurare l’intimità, né durante la gravidanza – se non ci sono complicazioni – né dopo l’arrivo del bambino, anche se questi eventi possono provocare la diminuzione della passionalità, in special modo quella della mamma, a causa della stanchezza che la attanaglia. Niente forzature però: in attesa che l’intimità sessuale ritrovi spontaneamente i suoi ritmi, si possono trovare forme diverse di vicinanza affettiva, per esempio standosene tranquillamente insieme a contemplare il bambino, magari scambiandosi qualche effusione.

– approfittare di ogni ritaglio di tempo per stare da sole col proprio compagno, anche se il bebè reclama continuamente attenzione e i momenti di tranquillità si contano sulla punta delle dita; ad esempio, approfittare di una serata più tranquilla delle altre, in cui il bambino dorme placidamente, per ritrovare la ritualità di una cenetta semplice a lume di candela.

 

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