Rimanere Incinta

Rispettare il lutto dell’aborto spontaneo

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di Valeria Notaro il
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L’aborto spontaneo sta a indicare l’espulsione di un feto, o di un embrione, prima del sesto mese di gravidanza. Se l’aborto si verifica prima delle 15 settimane di gravidanza (3 mesi) viene definito precoce, se invece si verifica dopo le 15 settimane viene definito tardivo.

Secondo una statistica il 15% delle gravidanze terminano con un aborto spontaneo nei primi 3 mesi di gestazione. Tuttavia questo non esclude che l’aborto sia un’esperienza traumatica e dolorosa per una donna, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico, e quindi può risultare molto difficile da superare.

L’aborto viene seguito da un periodo che sotto molti aspetti è simile al periodo del lutto. Dopo una prima fase di negazione vi è un periodo di rabbia e frustrazione. In seguito avviene la concretizzazione della perdita e l’accettazione della realtà. Questo periodo può durare alcune settimane, dei mesi o addirittura degli anni, tutto dipende dalla donna e dal tipo di gravidanza sostenuta fino all’aborto.

Per affrontare e superare questo periodo difficile, è importante avere intorno a sé il partner, i familiari e gli amici. E’ indispensabile che ognuno di questi rispetti i tempi del lutto, che variano da donna a donna. Il sostegno di queste persone deve essere costante, non bisogna in nessun caso cercare di accelerare i tempi di ripresa, ma far si che il recupero avvenga naturalmente, senza fretta.

Quando si subisce un aborto spontaneo, può accadere che la donna si senta in colpa e a volte le persone più vicine non riescono a capire il dolore provato e per cercare di alleviare il dolore, capita che pronuncino frasi tipo: “avrai altri bambini” oppure “menomale che eri incinta solo di tre mesi“…  queste affermazioni, in realtà, risultano insopportabili e questo contribuisce ancora di più a insinuare nella donna un senso di solitudine e incomprensione.

Invece il dolore generato da un aborto spontaneo deve essere rispettato e bisogna capire che richiede una elaborazione del lutto, che scongiuri il rischio di cadere in depressione.

E’ necessario accettare e vivere il dolore fino in fondo e non fingere che vada tutto bene, è importante non avere fretta, in quanto il processo di elaborazione deve essere vissuto in ogni suo momento, solo in questo modo si concluderà nel migliore dei modi e senza conseguenze spiacevoli.

Non bisogna, quindi, in nessun modo negare o ignorare le emozioni negative anche se sembrano esagerate, perché in realtà sono del tutto normali, come il pianto che ha effetti benefici in quanto è liberatorio.

Voler  dimenticare l’accaduto, è comprensibile, ma questo non avverrà, solo si trasformerà in ricordo e la memoria del bambino perso, resterà per sempre al sicuro nel cuore della sua mamma.

 

 

 

 

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