Alimentazione Bimbo

Quanti pasti deve fare durante il giorno dopo lo svezzamento?

Foto del Profilo
di Giusy Ragni il
Commenti (0)

Allattare il proprio figlio al seno è il modo migliore di affrontare la prima fase  della vostra vita insieme (consigliatissimo quando il latte materno è presente) per il rapporto speciale che crea tra madre e figlio; è anche importante a livello nutritivo per il neonato, che va ad assumere, con il latte della mamma, tutti i nutrienti necessari per crescere bene.

svezzamento-pappa

Esistono tre forme di allattamento : quello “esclusivo”, in cui il bambino assume solo il latte materno e nessun’altro liquido o alimento,  l’allattamento predominante in cui al neonato viene data anche camomilla leggera e tisane, quindi liquidi privi di nutrimento; e l’allattamento complementare in cui il neonato viene nutrito con latte materno, alternato a latte di formula.

Dal tipo di allattamento che viene praticato, ci sono poi diversi modi di passare allo svezzamento, che segna un passaggio importante per lo sviluppo del bambino, e che ha inizio intorno ai sei mesi; cambiare gradatamente alimentazione nel neonato implementando poco per volta cibi differenti dal latte materno richiede uno schema ben preciso e tempi specifici.

A riguardo tutte le mamme possono trovare un valido aiuto nelle Linee Guida stabilite dall’OMS, L’Organizzazione Mondiale della Sanità per una corretta alimentazione complementare, oltre che seguire i consigli e il supporto del pediatra di famiglia.

Lo svezzamento inizia intorno ai sei mesi e si protrae circa fino ai ventitré mesi, e non implica assolutamente troncare bruscamente l’allattamento al seno che può proseguire tranquillamente fino ai due anni di età; le regole da seguire per lo svezzamento sono parecchie e vanno applicate con scrupolo e costanza.

Prima di tutto dedicare attenzione al bambino al momento dei pasti, tenendo presente anche il comportamento giusto per il suo benessere,  legato alla sfera psico-sociale, imboccarlo se è un lattante, o aiutarlo a nutrirsi se il bimbo è già più grande, facendo attenzione al suo grado di fame e al punto di sazietà raggiunto; date da mangiare a vostro figlio con pazienza e lentamente senza forzarlo, avvolgendolo di attenzioni e parlandogli, cercando di eliminare intorno a voi ogni possibile distrazione e incentrando la sua attenzione su voi e il cibo.

Se si verifica un rifiuto a qualche pietanza sperimentate altre ricette, cercando di invogliare e incanalare i suoi gusti, provando con consistenze e sapori differenti, ma sempre incoraggiando dolcemente il bambino a nutrirsi, mai forzandolo o sgridandolo; in questo modo trasformereste il momento dei pasti in una parentesi sgradevole che potrebbe portare il bimbo a non mangiare.

La frequenza dei pasti si calcola in base all’età del neonato e al suo stato di salute: intorno ai 6/8 mesi gli alimenti complementari devono essere dati due o tre volte al giorno, tra i 9 e gli 11 mesi somministrate al bimbo gli alimenti complementari 3/4 volte e cosi fino ai 23 mesi; tenendo conto anche che potete dargli degli spuntini accessori un paio di volte al giorno che possono consistere in un frutto o un po di pane con spalmabili adatti a lui.

Per dare pasti validi a vostro figlio e in modo corretto in tutti i sensi, non dovete dimenticare le normali norme igieniche durante la preparazione e la somministrazione dei medesimi, la buona conservazione dei cibi e la loro freschezza, la varietà che è necessaria a un buon sviluppo del bambino che deve mangiare di tutto: carne, verdura, uova, pesce,  latticini, e carboidrati, nella forma e nella misura a lui più congeniale, evitate bevande gassate e troppo dolci, cibi troppo grassi e non eccedete nell’uso di condimenti; trovate il giusto equilibrio tra quello che gli fa bene e quello che gli piace, nutritelo di più dopo una malattia, ma durante l’indisposizione e nel caso di febbre badate solo a idratarlo con bevande nutrienti e leggere.

Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA
Piace a 1 persona.

Commenti

commenti