Salute

Quando l’otite viene d’estate

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di Michela Gregoris il
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Otite esterna o otite del nuotatore: è questo il nome dell’infezione all’orecchio che potrebbe colpire i bambini durante l’estate e che è favorita dal ristagno dell’acqua.

Durante la bella stagione i frequenti bagni al mare o in piscina possono essere la causa di fastidiose otiti: il ristagno dell’acqua nel condotto uditivo, infatti, può favorire la proliferazione di batteri e di qui l’infezione all’orecchio. Sebbene l’infezione possa riguardare indifferentemente adulti e bambini, è vero che i bambini ne sono più soggetti per questioni anatomiche: il canale che collega l’orecchio alla rinofaringe è nei più piccoli ancora orizzontale, mentre diventerà obliquo col passare degli anni. Per questo nei bambini il ristagno dell’acqua è più facile.

Il primo sintomo dell’otite del nuotatore è il dolore, soprattutto se si spinge con il dito contro il trago, la sporgenza anteriore dell’orecchio, o anche soltanto deglutendo. Se il bambino è molto piccolo, si noterà la presenza di dolore perché si tocca spesso l’orecchio e non dorme sul lato dell’orecchio dolorante. Infine, sul cuscino si potrebbero notare delle secrezioni.

In caso di otite, è importante evitare altra acqua nell’orecchio, per almeno una settimana. A questo scopo, l’orecchio può essere protetto con una garza apposita (si chiama garza otologica ed è diversa dal cotone idrofilo, che in questo caso non va bene perché può facilmente rilasciare pilucchi nel condotto uditivo) durante la doccia e lo shampoo. Se dopo un paio di giorni il disturbo non è passato bisogna rivolgersi al pediatra che potrà prescrivere la cura più adatta (in genere un antibiotico locale da instillare nell’orecchio). Per alleviare il dolore, invece, può andare bene il paracetamolo.

Ecco qualche accorgimento utile per prevenire l’otite del nuotatore

  • dopo il bagno al mare o in piscina, lavare le orecchie con acqua dolce e asciugarle bene con un asciugamano di uso personale
  • far indossare al bambino la cuffia per entrare in piscina
  • evitare l’uso del cotton fioc che altera il biofilm del condotto, il quale protegge l’orecchio in modo naturale.

Il mal d’orecchio a volte può essere causato da un tappo di cerume, e non da otite: in questo caso al contatto con l’acqua il tappo diventa più grande e aumenta il dolore. Sarà il pediatra a prescrivere le gocce per le orecchie adatte a eliminare il tappo o, se necessario, mandare il bambino dall’otorinolaringoiatra. Infine, il mal d’orecchio può essere dovuto solo a un cambiamento della pressione, può capitare se il bambino è stato sott’acqua come anche durante o dopo un viaggio aereo: in questi casi, comunque, il disturbo passerà autonomamente entro poco tempo.

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