Coppia e Gravidanza

Quando la coppia va in crisi durante la gravidanza

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di Carla Pistone il
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Nel periodo della gravidanza il rapporto di coppia non è più lo stesso, ma può subire notevoli cambiamenti in senso positivo o negativo.

I fattori che influenzano questi mutamenti e ne determinano la direzione sono molteplici, a partire dai fattori culturali che possono avere radici profonde e influire molto sull’atteggiamento di ciascuno dei due partners. Pensiamo ad esempio che nella nostra cultura, fino a tempi relativamente recenti e in alcuni casi ancora oggi, gli uomini sono rimasti totalmente fuori dalla dimensione della gravidanza, che le donne vivevano tra consigli del medico e discorsi tra donne.

Relegati ad un atteggiamento di passiva attesa della nascita, essi hanno fatto ingresso in questa particolare sfera della genitorialità solo quando ha cominciato a diffondersi la pratica di assistere la propria compagna in sala parto, cambiando completamente la prospettiva sul ruolo dell’uomo nella gravidanza. Non è uno sviluppo da poco. E’ il sintomo di una nuova coscienza della paternità, più complice e più aderente al concetto di coppia, anche quando un uomo – o una donna  – decide che non è il caso che lui assista alla nascita del bambino.

Eppure è proprio questo maggiore coinvolgimento che, in alcuni casi, può scatenare la crisi di coppia, perché col crescere del pancione l’uomo percepisce che il rapporto tra la madre e il piccolo che le cresce in grembo è al momento inevitabilmente più forte di quello che mai egli potrebbe instaurare con quell’esserino che pure è parte di lui. Talvolta poi è la stessa madre ad esacerbare certi atteggiamenti e a sottolineare il suo “ruolo privilegiato”, fino a provocare l’esclusione del partner dalla sfera della genitorialità per rimandarla a dopo la nascita del bambino. Di qui i comportamenti apparentemente inspiegabili del compagno, le incomprensioni, i gesti di stizza.

Ma se questi processi vengono elaborati dalla coppia, portano sicuramente alla creazione di un rapporto più profondo tra madre e padre e alla formazione – domani – di una solida e armonica famiglia, lui, lei e il piccolo. Basta osservare l’arrivo di un figlio da una dimensione più umana e meno fisica: essere genitori infatti non è una questione biologica, né per il padre, né per la madre. Una donna non è madre quando partorisce un figlio ma solo quando accetta di essere tale e se ne assume completamente la responsabilità. Da questo punto di vista quindi, madre e padre sono esattamente sullo stesso piano. Una volta compreso questo, non hanno più le senso rivalità più o meno inconsce, ma sono sostituite dalla consapevolezza che il peso e le gioie legate a questa fase della vita di coppia sono da portare e da godere in due.

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