Alimentazione

Quando introdurre la carne nell’alimentazione del bambino

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di Mara Martini il
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Se è vero che gli adulti farebbero bene a non eccedere nel consumo di carne – specialmente rossa – (pur senza eliminarla del tutto dalla loro alimentazione), per i bambini invece la carne è a tutt’oggi un alimento insostituibile, per il ruolo di primo piano che gioca nel loro sviluppo muscolo-scheletrico e cerebrale. Già all’inizio dello svezzamento, quando il processo di crescita e la maggiore attività del bimbo fanno aumentare il fabbisogno proteico, è bene cominciare ad inserire nella sua dieta piccole quantità di carne – dapprima bianca, più digeribile, e poi anche rossa – sotto forma di omogeneizzati.

Le carni contengono infatti le c.d. “proteine nobili” (ossia proteine complete di tutti gli aminoacidi, fra cui i 9 essenziali), che svolgono nell’organismo umano una funzione plastica, cioè di costruzione e rigenerazione dei tessuti, rivelandosi quindi particolarmente importanti nell’alimentazione dei più piccoli. Anche cibi di origine vegetale, come i legumi, possono presentare alti livelli proteici, ma a differenza della carne (e del pesce) non apportano proteine complete: ecco perché diciamo che questa è insostituibile, soprattutto nei primissimi anni di vita. La carne è inoltre una fonte preziosa di ferro del gruppo “eme – che è quello maggiormente assorbibile attraverso il metabolismo umano – indispensabile per la produzione dei globuli rossi; e di vitamine del gruppo B, in particolare la B12, che interviene anch’essa nel processo di eritropoiesi, oltre a coadiuvare l’assimilazione dei nutrienti e a svolgere una funzione protettiva verso i tessuti cerebrali e nervosi.

Ma, quando cominciare e quali tipi di carni proporre al bebè? I pediatri sono concordi nel consigliare di iniziare la somministrazione della carne omogeneizzata già dal 5° – 6° mese di vita del bambino, cominciando da quella bianca (pollo, tacchino e vitello) e cercando di alternare il più possibile i vari tipi.

Dal 7° mese, sarà poi possibile introdurre alcune carni rosse, come il manzo e il maiale sotto forma di prosciutto cotto – omogeneizzato, frullato in casa oppure sbriciolato nel piatto insieme al resto della pappa, l’importante è che quest’ultimo sia privato delle parti grassi e che non contenga conservanti

All’età di 1 anno, il bimbo può assaggiare pollame, manzo, vitello e maiale in forma solida – cotti al forno, al vapore oppure in brodo, e conditi con olio a crudo. Mentre sono da evitare le cotture in padella.

A 2 anni, via libera a (quasi) tutto ciò che mangiano i grandi in fatto di carni. Inclusi – con moderazione – piccoli assaggi di salumi e affettati magri (prosciutto crudo e bresaola) e cotture in padella o alla piastra. Semaforo giallo, invece, per salame, pancetta e mortadella; e rosso per fegato e frattaglie.

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