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Quando è possibile richiedere l’assegno di maternità e in che modo

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di Marianna Pilato il
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L’assegno di maternità è un contributo erogato dai Comuni a tutte le mamme che non lavorano in concomitanza con la nascita di un bambino o con l’adozione di un minore di età non superiore ai 6 anni (estesa ai 18 nel caso di adozioni/affidamenti internazionali). Esso può essere richiesto anche dalle lavoratrici qualora non abbiano diritto a ricevere un’indennità simile erogata dall’Inps o alla retribuzione regolare durante il periodo di maternità. Si ha diritto inoltre a ricevere l’assegno, seppur in misura ridotta, quando l’importo dell’indennità o della retribuzione è inferiore all’importo dell’assegno stesso.

Il privilegio è esteso non solo alle cittadine italiane con Indicatore della Situazione Economica (ISE) sotto un certo livello, ma pure alle non comunitarie, che devono però dimostrare di possedere una carta o permesso di soggiorno.

La domanda, completa di autocertificazione e dichiarazione sostitutiva dei redditi, va presentata al Comune di Residenza entro sei mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia dell’adottato. Attualmente la somma ammonta a 300 euro per un massimo di sei mensilità, da moltiplicare per due nel caso di parto gemellare o di due adozioni. Una volta che la domanda è stata accettata e i dati sono stati registrati, il contributo viene pagato direttamente dall’Inps.

 

 

 

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