Essere Mamma

Quando è possibile chiedere in azienda il passaggio da full a part time

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di Marianna Pilato il
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Chi è diventata mamma da poco, spesso sente l’esigenza di passare più tempo con il proprio neonato e di conseguenza di rallentare i suoi ritmi lavorativi. Molte donne perciò, finito il periodo di congedo per maternità, richiedono alla propria azienda il permesso di passare da un contratto full time a uno part time, con il conseguente dimezzamento delle ore di lavoro.

Ma si può sempre effettuare questo tipo di richiesta? Tutto dipende da che tipo di contratto si ha in mano, perché ognuno segue delle regole specifiche. Con un contratto CCNL del Commercio a tempo indeterminato, per esempio, le società sono obbligate a venire incontro alle necessità delle lavoratrici per l’assistenza del bambino, e non ci sono problemi per la trasformazione temporanea di un incarico da full a part time. La richiesta in ogni caso deve essere inoltrata con un preavviso di 60 giorni, nella quale deve essere specificato chiaramente il periodo per cui si richiede la riduzione delle ore. L’unico inghippo potrebbe verificarsi qualora l’azienda abbia fra i 20 e i 33 dipendenti, perché in questo frangente per motivi gestionali essa non può accettare più di un passaggio a part time per post-maternità alla volta nel corso di un anno.

Per le lavoratrici a tempo parziale, invece, purtroppo non esiste ancora una legge che obblighi il datore di lavoro ad accettare la richiesta di passaggio al part time. Le neo mamme però possono sempre usufruire dei permessi per allattamento, pagati dall’Inps al 100% e anticipati dal datore in busta paga, e in aggiunta anche dei congedi parentali ad ore (pagati al 30%).

 

 

 

 

 

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