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Quando è il momento di mandarli in vacanza da soli

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di Mara Martini il
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Durante la fase preadolescenziale (approssimativamente fra i 10 e i 14 anni) cresce man mano nei nostri figli un certo desiderio di rendersi autonomi e di sentirsi “grandi”, di fare amicizie ed esperienze da soli, pur essendo ancora lontane la ribellione e la voglia di indipendenza tipiche dell’adolescenza. La stagione estiva, con la maggiore libertà che offre, accelera e facilita questo processo; così può capitare che – terminate le lezioni scolastiche – tuo figlio undicenne ti chieda di “andare in vacanza da solo”. Che fare, allora? Vacanze “da soliSì oppure No? E poi: dove, come e con chi?

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Come è ovvio, l’aggettivo solo non è inteso in senso stretto, bensì come sinonimo di senza genitori. La vacanza in autonomia di un ragazzo preadolescente è, dunque, un’esperienza da condividere con i coetanei, ma sempre sotto il controllo morbidamente vigile di adulti responsabili e autorevoli che assumono temporaneamente la custodia del fanciullo ed impongono il rispetto di certe regole (educatori, istruttori, guide, genitori di altri bambini etc….). Può trattarsi di un campo estivo tematico, di una vacanza presso la casa al mare di un amico o di un cuginetto, oppure di un soggiorno in “college” in un Paese straniero per imparare la lingua.

Qualora decidiate di accontentare il sano e legittimo desiderio di vostro figlio, i dettagli non vanno lasciati al caso: la vacanza deve essere organizzata quanto basta perché risulti non solo un’esperienza piacevole e sicura (cosa, quest’ultima, che maggiormente preme ad un genitore), ma anche una tappa utile nel percorso di crescita, un mattoncino nella costruzione della personalità del ragazzo. Se si sceglieranno con cura la meta e le modalità della vacanza, questa potrà rivelarsi per vostro figlio un’occasione impareggiabile per conoscere meglio sé stesso e gli altri, uno stimolo ad apprendere saperi e abilità nuovi, e a migliorare i propri comportamenti; e, al rientro a casa, si tramuterà in un nuovo e interessante argomento di conversazione e di riflessione con mamma e papà e compagni di classe.

Se la richiesta del ragazzo è semplicemente quella di andare in vacanza senza genitori, ma non esprime preferenze sulla destinazione, allora tutti insieme si potrà trovare la soluzione più adatta: quella che assecondi le naturali inclinazioni e passioni del fanciullo e, allo stesso tempo, sia idonea al suo livello di maturità e faccia stare tranquilli papà e mamma. Ad esempio, una proposta di vacanza divertente e istruttiva – ideale soprattutto per i ragazzini di città – proviene da un’associazione affidabile ed insigne come il WWF. Si tratta delle eco-vacanze, campi estivi a sfondo ecologico; si può scegliere fra vari soggiorni, divisi per fasce d’età, con temi e località diversi (mare, monti, lago, campagna…), ma sempre percorsi dal comune fil rouge di far sperimentare ai giovanissimi una quotidianità vissuta a contatto e nel rispetto dell’ambiente naturale che li ospita.

A queste condizioni, l’idea della “vacanza da soli” può essere suggerita dagli stessi genitori ai propri figli, anche quando questi non ne abbiano fatto richiesta. A patto, però, di rispettare i loro tempi e non forzarli ad andarci se proprio non ne hanno voglia.

 

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