Alimentazione Bimbo

Quando è giusto smettere con la poppata notturna

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di Mara Martini il
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Quando sarà possibile eliminare la poppata della notte? Fermo restando che il momento giusto varia soggettivamente per ciascun bimbo, occorre sapere che prima di una certa età è anche inutile provarci.

Per quanto riguarda i neonati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento richiesta’, cioè di offrire il seno (o il biberon, in mancanza di latte proprio) al bimbo ogni volta che questo, con il pianto, mostri di averne bisogno.

Dal 3° al 6° mese di vita, poi, l’intervallo tra una poppata e l’altra dovrebbe assestarsi (minimo) sulle 2,5 – 3 ore – per un totale di circa 7/8 pasti nell’arco delle 24 ore – e prevedere almeno 1 somministrazione durante il periodo notturno. Fino a questo momento, i genitori dovranno perciò pazientare sapendo che ogni tentativo di eliminare il pasto della notte sarebbe del tutto vano.

 

Le cose sono destinate a cambiare con lo svezzamento, quando – con l’aumentato fabbisogno calorico – il bebè incomincia a prendere confidenza con i cibi solidi e saporiti che i suoi organi digerenti, per dimensioni e livello di maturazione, sono adesso in grado di accogliere e assimilare.

Precisamente fra i 6 e i 12 mesi, infatti, la poppatapranzo e la poppatacena vengono sostituite con le pappe salate, mentre la poppata notturna può ancora permanere “a richiesta” – cioè quando mamma e papà siano svegliati dalle urla disperate del loro piccolino!

Contestualmente, mutano pure gli orari e l’andamento del sonno del bebè, che, da frazionato in brevi e continui sonnellini senza alternanza fra giorno e notte, inframezzati solo dai risvegli per i pasti, inizia gradualmente a concentrarsi nelle ore notturne. Con una media di 11 ore dormite per notte e circa 2 – 4 ore di giorno, ripartite in due riposini.  Ed è in questa fase che il bambino comincia sempre più spesso a “dimenticarsi” dello stimolo della fame durante le ore notturne, mancando la poppata e dormendo ininterrottamente fino al mattino.

 

In caso di risveglio, invece, i genitori possono tentare pian piano di far saltare o almeno procrastinare la poppata della notte fino a che – di solito superato l’anno – il piccolo non la abbandonerà spontaneamente e definitivamente (con la gioia di mamma e papà! :-)).

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