Gravidanza

Problemi al cuore del bambino se il feto nel primo trimestre cresce poco

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di Valentina Molinero il
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Ormai dovremmo saperlo, la gravidanza dura generalmente 40 settimane dalla data dell’ultima mestruazione e i medici tendono a misurare questo tempo in settimane e non in mesi. Da quando l’ovulo viene fecondato ha inizio la gravidanza e il prodotto del concepimento (chiamato blastocisti) scende giorno dopo giorno dalla tuba fino alla cavità uterina dove si impianterà. Da quel momento trascorreranno circa 35 settimane durante le quali l’embrione diventerà feto e poi nascerà un bambino.

Nelle prime settimane, o meglio nel primo trimestre, da quando avviene l’annidamento il feto da 5 millimetri arriva prima 10 mm e poi a 22 mm. Queste ovviamente dovrebbero essere le regole perché ogni gravidanza ha le sue regole e ogni feto cresce in maniera diversa. Fino a qualche anno fa le neo mamme non si preoccupavano della crescita del feto nel primo trimestre e anche i medici non ci facevano caso, spesso feti molto piccoli crescevano durante il secondo trimestre e ne conseguivano nascite di bambini grandi. Ma secondo le ultime conoscenze mediche, è bene tenere sempre sotto controllo la crescita perché potrebbe modificare la vita del futuro adulto.

Un recente studio dimostra che una crescita del feto ridotta nel primo trimestre di gravidanza si associa a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari nell’infanzia. Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori dei Paesi Bassi dell’Erasmus University Medical Center e pubblicato sul British Medical Journal, ha riguardato 1.184 bambini in età scolare e ha dimostrato il rapporto tra crescita e problemi cardiaci. Tutti i bambini sono stati sottoposti ad alcuni controlli per verificare la salute del loro apparato cardiocircolatorio, gli autori hanno analizzato le cartelle cliniche della gravidanza delle loro madri, per valutare le misure e lo sviluppo del feto, a partire dal primo trimestre di gestazione e hanno dimostrato che coloro che hanno problemi sono anche quelli che sono risultati poco cresciuti durante il primo trimestre di gravidanza. I primi periodi di una gravidanza sono molto delicati, corrispondono alle prime fasi di formazione del feto, comportano un rischio più elevato di aborto e si associano, spesso, a sintomi fastidiosi, come nausea e vomito. Ma, ora le neo mamme, devono anche sapere che questo periodo può anche influire sulla salute cardiovascolare del bebè nei primi anni di vita.

Incrociando i dati sulle misure del feto durante la gravidanza e quelli sullo stato del cuore e delle arterie in età scolare, i ricercatori hanno visto che esisteva un’associazione fra scarsa crescita nel primo trimestre e rischio cardiovascolare in età scolare. E’ emerso che i bambini che nei primi tre mesi di vita intrauterina erano piccoli, a sei anni presentavano più fattori negativi per salute del cuore: una massa grassa totale maggiore, più grasso intorno all’addome, una pressione arteriosa elevata e un profilo di colesterolo negativo.

Insomma care mamme, è bene controllare il peso del feto fin dall’inizio e questo si può fare facendo le giuste visite, le ecografie, gli accertamenti e chiedere al medico di poter tenere sotto controllo la crescita. Dal secondo mese al terzo la crescita dovrebbe arrivare dai 10 mm ai 22mm, crescite minori o feti che sono alla fine del trimestre sotto i 20 mm potrebbero soffrire di malattie cardiovascolari e quindi è bene tenere sotto il bambino a partire dalla nascita e fino ai 6 anni. Su questo fronte ovviamente i ricercatori sono ancora al lavoro per trovare conferme e dati più chiari sul rapporto crescita del feto/problemi al cuore del bambino, le ricerche continueranno, ma nel frattempo è bene che tutte le neo mamme facciano attenzione e siano informate su tutti gli aspetti della crescita fetale.

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