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Primi giorni da mamma tra pianti e pannolini. Come mantenere la calma?

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di Mara Martini il
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Gravidanza, parto e allattamento sono eventi naturali e fisiologici, non certo delle malattie. Ma sono anche capaci di provare il fisico e la mente della neomamma, specie se alla prima maternità, come poche altre esperienze nella vita.

Inoltre, se fino al momento del parto l’impegno della donna è stato prevalentemente di tipo fisico, dopo la nascita del bebè si aggiungono invece una serie di preoccupazioni e ansie riguardo la cura del piccolo – oltre alle innumerevoli incombenze pratiche – che possono rischiare di non farle godere la bellezza dei primi giorni da mamma. Fra stanchezza, pianti e pannolini da cambiare, non è facile mantenere la calma!

 

Concentrarsi sull’essenziale

In questo momento le parole d’ordine sono: riposo e bambino. È necessario infatti che la neomamma recuperi le energie spese con la gestazione e il parto, per potersi dedicare serenamente alla costruzione del rapporto con suo figlio senza esaurire.

Regola aurea, purtroppo non sempre di facile applicazione, è dunque quella di approfittare di ogni momento libero per cercare di dormire, magari fra una poppata e l’altra quando anche il bimbo è a nanna, oppure è accudito da papà e nonni. Anche dei microsonnellini di pochi minuti possono fare la differenza, e ricaricarci quanto basta per poter affrontare un’altra manciata di ore da dedicare al nostro piccolino. In questi casi, ricordiamoci sempre di staccare il telefono!

 

Decelerare

In secondo luogo, dovremo delegare la maggior parte delle faccende domestiche ad una colf – ove possibile – oppure a nostro marito e agli altri familiari, rinunciando comunque all’idea di avere una casa splendente e in perfetto ordine, anche se siamo delle maniache della pulizia. Se non possiamo contare su grandi aiuti, concentriamoci solo sulle incombenze basilari e non procrastinabili (pulizia personale, mangiare, lavaggio piatti, spesa settimanale…), e rimandiamo di qualche giorno le visite di parenti e amici, semplicemente spiegando loro che ci occorre un po’ di tempo per “sistemarci”.

Impariamo l’arte della lentezza, anche se nella nostra “vita precedente” andavamo a mille all’ora: farà bene a noi e a nostro figlio.

 

(Un po’ di) Relax!

Ricordiamo, infine, che rilassarsi non significa solo dormire, ma anche poterci dedicare, da sole, a qualche attività che ci piace e ci rigenera. Ad esempio, cerchiamo di utilizzare il periodo di “autonomia” fra un pasto e l’altro per fare una passeggiata nel verde di un parco (una delle cose più rilassanti in assoluto), o guardare le vetrine insieme alla nostra migliore amica, acquistare un vestito che ci dona, leggere un buon libro. O anche solo fare un lungo bagno caldo con la musica preferita in sottofondo.

 

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