Gravidanza

Prevenzione del danno fetale prima e durante la gravidanza

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di Laura Pandolfi il
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Nell’ambito della prevenzione del danno fetale pre-concezionale si possono distinguere un’assistenza generica e una specifica. 

L’assistenza generica dovrebbe rivolgersi a tutta la popolazione con informazioni semplici e chiare circa la gravidanza e le sue complicanze, l’igiene, l’alimentazione e le malattie. L’assistenza specifica è invece necessaria per una raccolta accurata dello storico personale, in modo da avere conoscenza di eventuali anomalie fetali in famiglia, comprese quelle relativo al partner, alle abitudini alimentari, all’attività lavorativa e sportiva, 

Gli esami pre-concezionali consigliati sono l’emocromo completo, screening delle infezioni come hiv, rosolia e toxotest. E’ inoltre consigliata la somministrazione di acido folico da quattro settimane prima fino a tre mesi dopo il concepimento per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Per quanto riguarda la prevenzione prenatale l’assistenza ostetricia prevede il mantenimento della salute personale e fetale, ed è anche mirata al periodo post-natale, come la promozione della salute del piccolo e della famiglia.

La prima visita in gravidanza dovrebbe essere effettuata appena la donna sia in possesso del risultato positivo del test. Questo anche per rasserenare la donna sui problemi della gravidanza, del parto e delle eventuali complicanze, oltre che per fissare la cadenza delle visite e degli esami, sugli scopi e limiti della diagnosi prenatale e sulla necessità di frequentare insieme al partner i corsi di preparazione al parto.

Soprattutto sarà importante che venga valutata l’età della mamma, perché nella donna troppo giovane o al di sopra dei 35-38 anni aumenta il rischio di parto pre-termine e di neonato di basso peso alla nascita. Anche l’altezza della futura mamma deve essere valutata, perché al di sotto di 1,52 m aumenta la percentuale di parto operativo per viziature pelviche.

Altro elemento importante è il peso, perché se inferiore ai 50kg aumenta il rischio di un feto di basso peso alla nascita, mentre nelle pazienti obese aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e diabete.

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