Gravidanza

Pressione bassa, c’è da preoccuparsi?

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di Valentina Molinero il
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La pressione bassa è un disturbo molto frequente in gravidanza, soprattutto nei primi mesi, principalmente per una questione ormonale. Se la futura mamma non ha problemi particolari è sufficiente controllare la pressione una volta al mese, invece è necessario ricorrere a controlli più frequenti se si soffre di sbalzi di pressione, ovvero quando la pressione comincia ad alzarsi verso la fine della gravidanza, recandosi dal proprio medico curante o in farmacia.

Ma la pressione bassa cosa porta nella donna in attesa? Giramenti di testa o vertigini sono i sintomi più freqenti dell’abbassamento della pressione, riconoscibili in particolare quando ci si alza di colpo o si compiono sforzi improvvisi. La pressione bassa in gravidanza non solo in questo periodo è normale ma è un fenomeno benefico per il decorso della gravidanza. E anche se può condizionare la futura mamma nella vita quotidiana, non si tratta di una malattia né di una situazione rischiosa e, se il medico tiene sotto controllo i valori, non richiede cure particolari.

Quali sono i valori preoccupanti? I valori compresi tra 90mm Hg e120mm Hg indicano un perfetto stato di salute della mamma e del feto, mentre possono sopraggiungere i sintomi dell’ipotensione (pressione bassa) quando i valori scendono al di sotto di 50-100.

Perchè la pressione delle neo mamme si abbassa? Gli ormoni, gli estrogeni e il progesterone in particolare, fanno la loro parte nel ridurre l’elasticità dei vasi sanguigni e nella loro dilatazione. Cambia la circolazione: il sangue fatica di più ad arrivare al cuore, e di lì agli altri organi tra cui il cervello, perché riceve meno spinta dalle strutture che devono favorirne la risalita, e cioè dalle pareti dei vasi sanguigni e dalla muscolatura, specie quella dei piedi e delle gambe. Il cuore si trova allora a dover spesso accelerare i battiti, e quindi ad aumentare il suo lavoro, per pompare la stessa quantità di sangue. Dopo la 28° settimana la pressione tende a risalire, perché dopo il quinto mese si riduce la quantità di progesterone, causa principale di questo disturbo.

Per combattere la tendenza all’ipotensione in gravidanza bisogna seguire qualche semplice regola di buon senso. Non rimanere troppo a lungo sedute o sdraiate, e quando ci si alza, meglio farlo dolcemente e mai di scatto. Lo stesso quando ci si alza dal letto al mattino. Bere molta acqua (e liquidi in generale), aiuta a riequilibrare la pressione, così come il cercare di svolgere della moderata attività fisica. Durante questa fase bisogna anche cercare di evitare gli sbalzi repentini di temperatura e naturalmente anche i bagni in acqua bollente. In estate, visto che l’afa e il caldo possono peggiorare la situazione poiché contribuiscono ad abbassare ulteriormente la pressione, sarebbe bene evitare di uscire nelle ore più calde; in casa arieggiare frequentemente i locali; al mare esporsi al sole con moderazione e solo nelle ore più fresche; indossare abiti chiari, comodi e freschi, di tessuti naturali che lasciano traspirare meglio il pelle. Inoltre, è consigliabile preferire la doccia al bagno.

Ma oltre a questi comportamenti corretti, può essere d’aiuto anche l’alimentazione, infatti per tirare su la pressione bisogna frazionare i pasti, mangiando poco, ma spesso. Ad esempio, dei biscotti secchi o un frutto (una banana, ad esempio, ricca di potassio) sono l’ideale come spuntino, ma se serve via libera anche agli integratori di sali minerali, di ferro e di acido folico, ma sempre dietro indicazione medica.

Se nonostante questi accorgimenti, si soffre di sbalzi di pressione, oppure la pressione comincia ad alzarsi verso la fine della gravidanza, è bene effettuare dei controlli dal proprio medico curante o in farmacia. Ricordatevi sempre che la pressione bassa si può curare e non è un handicap, quindi non allarmatevi e mantenetela sotto controllo.

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