Parto

Post parto: chiedere aiuto è un diritto

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di Francesca Rolle il
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Un tempo, dopo il parto, la donna doveva solo occupasi di riprendersi e di allattare il bambino. Una schiera di suocere, cognate e sorelle si occupava di tutto per alleggerire le prime settimane dopo il parto della neo mamma. Certo, forse oggi non sarebbe sostenibile una tale invasione dei propri spazi ma bisogna ammettere che spesso si arriva all’eccesso opposto sfociando in un pericoloso individualismo.

La solitudine del post parto

Siamo abituate all’autonomia e alla difesa dei nostri spazi. Cercare di adottare questo schema comportamentale anche nel post parto è molto dannoso e pericoloso. Non si può far finta che l’arrivo di un figlio sia un evento ordinario ma bisogna gestirlo come una straordinaria esperienza fatta di una miriade di eccezioni al quotidiano: annullare gli impegni, chiudere un occhio sul disordine e sulle pulizie, cedere a cibi precotti o da asporto e, soprattutto, farsi aiutare da chiunque sia disponibile e lo faccia con rispetto.

Trovare il giusto equilibrio

Il segreto del benessere sta nell’equilibrio. Non si può pensare di arrangiarsi da sole nel post parto senza mai ammettere l’ovvio e, cioè, che si ha bisogno di aiuto. Non si può nemmeno, però, lasciare che gli altri prendano potere sulla nostra casa, il nostro bambino e la nostra vita.
Chiedere aiuto significa dotarsi di una squadra di collaboratori, a pagamento o meno, che si sentano liberi di operare in nostro aiuto ma sempre attenendosi a quelle che sono le nostre richieste. Solo così, ci si sentirà libere di chiedere aiuto senza sentirsi in colpa nel fruirne.

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