Gravidanza

Posso assumere integratori in gravidanza?

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di Carla Pistone il
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Quando scopriamo di essere incinte il nostro metabolismo ha già cominciato a cambiare: la gravidanza e l’allattamento sono periodi della vita di una donna in cui il fabbisogno giornaliero di molte vitamine e minerali aumenta in modo significativo.

I cambiamenti dell’organismo materno nel corso della gravidanza sono talmente ampi da provocare anche variazioni nel metabolismo di molti farmaci: alcuni possono diventare inefficaci, altri addirittura tossici sia per la madre che per il feto. Prima di assumere farmaci quindi è meglio essere certe che sia assolutamente necessario e che ne siano stati dimostrati sia l’efficacia che l’assenza di effetti tossici in gravidanza o che comunque il rapporto rischi-benefici sia vantaggioso per madre e nascituro, sempre secondo il parere del medico.

Non fanno eccezione le cd medicine alternative, perché di alcune di esse non si conoscono sufficientemente il metabolismo, le vie di assorbimento e di eliminazione, l’efficacia e gli effetti collaterali.

La raccomandazione di consultare sempre il proprio medico vale anche per l’uso di integratori in gravidanza, anche se molti di essi non sono considerati medicinali ed anzi – sul mercato italiano – rientrano nella categoria dei prodotti alimentari e sono venduti, oltre che in farmacia, in erboristeria e persino nei supermercati.

Quali sono gli integratori più usati in gravidanza?

 Vitamine

In linea di massima, a partire da tre mesi prima del concepimento, è essenziale la supplementazione di acido folico. La carenza di questa vitamina del gruppo B è stata infatti associata a molte complicazioni della gravidanza, come la tossicosi – ovvero la diffusione nell’organismo di sostanze tossiche endogene, pericolosa sia per la madre che per il nascituro – il distacco della placenta, le nascite premature e le emorragie post-partum. Inoltre in gravidanza una dieta povera di acido folico può rendere un bambino più vulnerabile alle malattie ed una sua carenza grave può provocargli una insufficienza mentale nonché aumentare il rischio che il bambino nasca con un particolare difetto congenito denominato spina bifida, che consiste nella chiusura incompleta di alcune vertebre a causa di una malformazione del midollo spinale.

 Le donne in gravidanza poi hanno un maggiore fabbisogno di vitamina B6, la cui carenza rappresenta una delle cause degli edemi delle mani e dei piedi. Inoltre la vitamina B6 può contrastare la nausea e quindi può essere utile assumerla sotto forma di integratore a partire dalla prima volta in cui il fastidioso sintomo si manifesta.

In generale tutte le vitamine del gruppo B sembrano essere particolarmente necessarie in gravidanza:

–          la vitamina B2 (riboflavina) la cui carenza tra l’altro sembra potenziare gli effetti teratogeni di certi farmaci, ossia la loro capacità di provocare danni al feto. Particolare attenzione va riservata al fatto che la carenza di questa vitamina può essere latente e danneggiare il nascituro anche se la madre non dimostra alcun sintomo di carenza;

–          la vitamina B12 (cianocobalammina) della quale la gravidanza suscita una richiesta straordinaria e che, per evitarne la carenza, può essere assunta sotto forma di integratori in quanto questo elemento, essendo idrosolubile, può essere immagazzinato dall’organismo. La sua carenza può causare alla gestante anemie che a loro volta si manifestano con sintomi quali affaticamento, irritabilità, insonnia, mancanza di memoria.

 Ferro

Alcuni specialisti ritengono favorevole l’assunzione in gravidanza di integratori che contengono ferro per prevenire l’insorgenza di anemie, mentre altri ritengono che la loro somministrazione sia utile solo quando la gestante è vegetariana, sottopeso oppure se prima della gravidanza le sue mestruazioni erano molto ravvicinate (ciclo inferiore a 26 giorni); inoltre l’assunzione di ferro è generalmente consigliata se l’ultima gravidanza della donna risale a meno di due anni prima oppure se la gravidanza è gemellare.

Calcio e Fluoro

Il calcio è fondamentale per il corretto sviluppo dell’apparato osseo del nascituro, tuttavia se la madre segue una dieta comprensiva di latte e derivati, frutta e verdura, non è necessaria alcuna integrazione.

Più incerto è il parere degli specialisti sull’impiego in gravidanza di integratori a base di fluoro. Il fluoruro di sodio aiuta a prevenire la carie perché rende lo smalto dei denti più forte e resistente all’attacco dello streptococco mutans, il batterio responsabile della carie dentaria. L’assunzione di fluoro in gravidanza è utile soltanto per la madre, mentre il feto, secondo alcuni esperti, non solo non ne trae vantaggio, ma può nascere prematuramente o subire malformazioni e addirittura la morte intrauterina. Anche se il nesso tra l’assunzione di fluoro e questi eventi perniciosi non è del tutto dimostrato, in Italia la fluoroprofilassi in gravidanza non è molto seguita, come dimostra il fatto che i comuni preparati multivitaminici in commercio in genere non contengono fluoro.

 Nonostante la facilità del loro reperimento e la loro apparente utilità, l’assunzione di integratori durante la gravidanza non è di regola necessaria se la futura mamma segue una dieta varia ed equilibrata e non presenta problemi di salute come, ad esempio, un’anemia. Infatti il fabbisogno giornaliero di vitamine e sali minerali è abbondantemente fornito da ciò che concordemente costituisce la base di qualunque dieta bilanciata: le famose cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.

Di conseguenza, gli integratori multivitaminici o multiminerali sono generalmente consigliati dal medico soltanto alle donne che seguono diete sbilanciate, alle donne sottopeso, alle forti fumatrici e in caso di gravidanza gemellare.

Anche alle gestanti vegetariane è consigliato assumere integratori soltanto quando non possono o non vogliono integrare la loro dieta con proteine di origine animale provenienti da latte e derivati e dalle uova, e con le proteine di origine vegetale provenienti dai legumi.

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