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Piccoli sonnambuli: il sonnambulismo nei bambini

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di Michela Gregoris il
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Il sonnambulismo è un disturbo del sonno abbastanza frequente nei bambini, che nel tempo scompare da solo e non deve destare troppe preoccupazioni nei genitori.

Molto frequente nei bambini fra i 5 e i 12 anni, il sonnambulismo infantile in genere scompare con l’arrivo dell’adolescenza. Le cause scatenanti, in questi casi, sono di solito di natura psicologica, a differenza di quanto accade per il sonnambulismo negli adulti, alla cui base possono esserci disturbi neurotici o psicotici e vanno curati con una terapia specifica.

Come si manifesta?
Il sonnambulismo è una parasonnia (comportamento anomalo durante il sonno) che si manifesta nelle prime ore del sonno, nella fase non Rem. Di solito il sonnambulo compie gli stessi gesti della quotidianità ma da addormentato. Può farlo seduto sul letto, ma può anche capitare che si alzi e si muova all’interno della stanza, o addirittura che riesca a uscire di casa. I gesti sono in genere meno precisi rispetto a quando si è svegli, e le frasi pronunciate sono spesso poco comprensibili e confuse.

Quali sono le cause?
Le cause scatenanti del disturbo non sono ancora ben chiare: quello che si sa è che durante il sonnambulismo si assiste a una ipereccitabilità della corteccia cerebrale, una situazione che impedisce il sonno profondo e allo stesso tempo mantiene attivi i meccanismi di veglia e sonno. Studi recenti, invece, attribuiscono la causa di alcuni tipi di sonnambulismo a un fattore ereditario, l’alterazione del cromosoma 20, ma il gene responsabile non sarebbe ancora stato trovato.

Come comportarsi?
Tutti avranno sentito dire che svegliare un sonnambulo è pericoloso: in realtà non succede niente di grave, ma meglio evitare per non causare disorientamento o shock. Se il bambino soffre di episodi di sonnambulismo, i genitori possono limitarsi a sorvegliare il piccolo quando ciò accade, più che altro per evitare che si faccia male, soprattutto se si trova in una stanza sconosciuta e non a casa propria e nella propria cameretta. In quest’ultimo caso, infatti, il bambino può non aver memorizzato ancora gli spazi e gli ostacoli presenti e il rischio di farsi male è più alto.

Devo rivolgermi al medico?
Anche se il sonnambulismo non è una malattia, è bene descrivere al pediatra come si manifesta, per evitare di confonderlo con altri tipi di problemi, come per esempio crisi epilettiche. Se necessario, si può anche filmare con il telefonino quello che avviene durante la notte a vostro figlio, in modo che il medico possa avere un quadro più chiaro della situazione.

 

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