Gravidanza

Perdite ematiche nel primo trimestre

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di Chantal De Honestis il
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Per una donna in gravidanza la vista di perdite ematiche è comprensibilmente una situazione che la getta nello sconforto e nel panico.

Per fortuna però non sempre le perdite sono sinonimo di problemi o peggio aborto anzi, nella maggior parte dei casi non comportano una compromissione per l’evoluzione della gravidanza, ma di certo la presenza di perdite ematiche impone sempre un accertamento specialistico competente per definirne la causa dell’emorragia e la terapia da effettuare.

Questo evento non è raro ed anche se di difficile valutazione: si ritiene che circa il 20% – 30% delle donne è costretta convivere con questo problema durante la gravidanza.

Paradossalmente sono molto meno preoccupanti perdite ematiche nel primo trimestre piuttosto che in quelli successivi.

Se infatti nel primo trimestre spesso succede che non ci siano complicazioni in seguito a perdite ematiche, nei trimestri successivi è molto probabile invece che insorgano difficoltà.

Poco meno del 10% delle donne incinte possono essere soggette a una sorta di falsa mestruazione che compare, talvolta anche in modo ciclico, in concomitanza dei giorni in cui avrebbe dovuto presentarsi la mestruazioni. Chiaramente non si tratta affatto di un ciclo vero e proprio e il sanguinamento ha, caratteristiche diverse da quello classico: le perdite, di solito non accompagnate da caratteristici sintomi mestruali, sono meno abbondanti, spesso di colore marrone o, comunque, scuro e hanno una durata minore.

Può capitare che questo falso ciclo si presenti tutti i mesi, generalmente fino alla 16sima settimana.

Questo succede perché il corpo di molte donne scambia l’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero per mestruazioni, ed ecco quindi il flusso ematico.

Un’altra ipotesi riconducibile alla prima mancata mestruazione è il cosidetto “Segno della Morula”, un piccolo sanguinamento che simula la mestruazione. Il concepimento avviene nella tuba, lo spermatozoo e l’ovulo si uniscono e formano lo zigote che continua a dividersi ed a svilupparsi durante il suo transito fino alla cavità endometriale impiegandoci dai 3-5 gg; arriverà poi ad impiantarsi nell’utero in altre 24 – 48 ore.

In questa forbice temporale il prodotto del concepimento si divide; al momento dell’impianto ha formato una blastocisti. Le cellule dalla superficie della blastocisti proliferano invadendo e penetrando nell’endometrio. Questo processo di annidamento dell’embrione è detto impianto ed inizia quindi tra il quinto e l’ottavo giorno e si completa entro il nono o il decimo dal concepimento. E’ frequente che in questa fase si possano rompere dei piccoli capillari e dare vita ad un sanguinamento; tutto questo avviene intorno al 28-33gg del ciclo mestruale, simulando come detto una mestruazione.

Purtroppo invece, se le perdite di sangue sono irregolari e accompagnate da contrazioni potrebbe esserci il rischio di una minaccia d’aborto, soprattutto se il colore del sangue è rosso vivo.

Le cause di queste perdite sono sconosciute, sono una specie di “selezione” delle gravidanze con gravi anomalie incompatibili con la vita e come tali non sono evitabili.

Circa il 20/30% delle gravidanze si interrompe con un aborto perlopiù spontaneo. Tanto che spesso l’aborto avviene senza che la donna si fosse accorta di essere gravida.

Innanzittutto è necessario contattare immediatamente il proprio medico e descrivergli i sintomi.

Lo stesso potrà sia dirci cosa fare che decidere di volerci visitare per appurare le cause del sanguinamento.

E’ frequente che le cause delle perdite possono attribuirsi a qualche anomalia minore dell’apparato genitale: polipi del canale cervicale, rottura di una piccola varice vaginale, o di qualche vaso del tessuto uterino modificatosi per la gravidanza, sanguinamento di una zona particolarmente friabile del collo uterino. In tutti questi casi, la prognosi è assolutamente favorevole, in quanto il sanguinamento non comporta alcuna compromissione della gravidanza.

Molto spesso queste perdite sono causate e per certi aspetti possono essere determinate da un rapporto sessuale. La ripresa dei rapporti sarà possibile in base alla valutazione dello specialista.

 

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