Gravidanza

Perché tanta stanchezza a inizio gravidanza?

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di Valentina Molinero il
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Scoprire di essere incinta è indubbiamente l’emozione più grande per una donna, specialmente quando la maternità è stata cercata e voluta. I primi cambiamenti del corpo in gravidanza, però, si manifestano nel giro di poco tempo. Uno dei fastidi più comuni per le future mamme è l’avvertire un senso di continua stanchezza nei primi mesi di gestazione, che è proprio uno dei tratti distintivi dello stato interessante; basti pensare che molte donne si accorgono di aspettare un bambino proprio per via di quella continua sonnolenza che le assale.

Stanchezza e sonnolenza, dunque, sono alcuni dei tipici sintomi che permettono di riconoscere una gravidanza, al pari della nausee mattutine e delle classiche “voglie”, e sono dovute al sovraccarico di lavoro cui l’organismo è sottoposto per garantire il graduale sviluppo del feto. In alcuni casi, però, possono essere davvero estenuanti per la donna e possono comportare  il sopraggiungere dell’insonnia, che rende la futura mamma ancora più stanca e nervosa.

Cerchiamo insieme di capire perché questo accada e trovare alla risposta alla domanda: perché tanta stanchezza a inizio gravidanza?

Il primo trimestre rappresenta di solito la fase in cui ci si sente sempre stanche e assonnate, molto più che negli altri mesi di gestazione, poiché il corpo deve ancora abituarsi ai profondi cambiamenti messi in atto a partire dal concepimento e fa naturalmente “più fatica”. 

Con l’inizio del secondo trimestre, invece, per effetto del progressivo adattamento alla nuova condizione, nella gran parte dei casi, la stanchezza tende a ridursi notevolmente o a scomparire del tutto. A cominciare dal quinto mese, però,  il maggior volume raggiunto dall’utero, rendendo più difficile addormentarsi, può favorire la comparsa di disturbi del sonno, soprattutto se si era abituate a dormire a pancia in giù. In questo periodo aumentano, inoltre, i movimenti fetali che si moltiplicano proprio durante le ore notturne arrivando in alcuni casi a svegliare la mamma.

Il senso di sonnolenza che si avverte durante il giorno è, dunque, dovuto proprio all’alterazione dei ritmi del sonno notturno per lunghi periodi: per molte future mamme, così, l’insonnia diviene un problema con cui dover combattere per tutta la gestazione.

Le variazioni ormonali che la gravidanza porta con sé contribuiscono ulteriormente a favorire la comparsa di insonnia: più precisamente, l’elevato livello di progesterone presente nel sangue della gestante e la modificazione della funzionalità tiroidea inducono una riduzione della durata del sonno Rem, corrispondente alla fase più profonda e rigenerante del riposo notturno.

Allo scopo di ridurre il senso di stanchezza e favorire il sonno alcuni accorgimenti risultano molto efficaci: cercare di assecondare il corpo quando ci si sente assonnate, interrompendo quanto prima l’attività in cui si è impegnate per un breve riposino; al contempo, però, bisogna evitare i sonnellini troppo lunghi nelle ore del tardo pomeriggio, poiché rendono più difficile addormentarsi una volta giunta la sera; consumare una cena leggera.

Sono del tutto sconsigliati sonniferi e medicinali che possano interagire con il bambino, prima di andare a letto, però, potrete provare a rilassarvi facendo un bagno caldo, bevendo un bicchiere di latte tiepido, camomilla o tisane, svolgendo qualsiasi attività che possa aiutarvi a conciliare il sonno.

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