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Passeggino: a che età del bambino non andrebbe più usato?

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di Elisa Di Mattia il
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Comodi, pratici, supertecnologici e adatti ad ogni esigenza di gusto e spazio: i passeggini rappresentano degli accessori indispensabili per portare a spasso i propri bambini in tutta tranquillità, consentendo loro di osservare ciò che li circonda standosene comodamente seduti e, in caso di necessità, rappresentando anche delle ottime soluzioni per riposarsi e dormire mentre si è fuori casa.

Se pediatri ed esperti sono concordi sul fatto che il momento ideale per iniziare ad usare il passeggino è intorno ai 4 mesi di età del bimbo, lo sono altrettanto nell’identificare i tre anni come età massima per il suo utilizzo. Dopo i quattro dovrebbe essere addirittura vietato.

Non è insolito, infatti, vedere bambini di 5 o 6 anni di età che vengono ancora portati a spasso da genitori e nonni seduti sul passeggino: un comportamento che gli esperti ritengono assolutamente sbagliato, non solo perché limita il loro naturale istinto di correre e giocare, ma perché rischia di ostacolare il loro sviluppo psicofisico e il loro processo di acquisizione dell’autonomia.

Se infatti l’uso del passeggino dopo i tre anni può essere giustificato in casi eccezionali, come la necessità di dover percorrere a piedi lunghi tratti di strada che potrebbero stancare eccessivamente il bambino, in altre situazioni e, soprattutto, superati i 4 anni di età, il suo utilizzo non solo è superfluo, ma può rivelarsi addirittura dannoso.

Continuando a ricorrere all’uso del passeggino anche quando il bambino non ne ha effettivamente più bisogno, limitando così la sua possibilità di muoversi, esplorare, riconoscere i pericoli e perché no, anche stancarsi, rischia di impigrirlo eccessivamente e rallentare il suo naturale percorso di crescita, oltre ad avere effetti negativi su peso e salute.

Spesso, infatti, il passeggino rappresenta una soluzione utile e comoda più per i genitori che non per i figli: tenere i propri bimbi ‘sotto controllo’, evitando il rischio di dovergli correre dietro mentre si cammina per strada o che possano stancarsi e fare capricci, è un comportamento che cela una forma di pigrizia fisica e mentale tipica degli adulti, non certo dei bambini.

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