Parto

Parto Verticale: più efficacia e meno dolore

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di Giusy Ragni il
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Il parto naturale nel passato non avveniva in posizione “litotomica” che è il termine scientifico per definire la posizione distesa, bensì in verticale o in posizione accovacciata. Questa precisa testimonianza è stata riscontrata osservando i dipinti e le incisioni che raffigurano scene di parto già nell’antico Egitto. Anche tra le popolazioni di colore, asiatiche e orientali, questo tipo di parto è stato, ed è ancora oggi utilizzato. La posizione distesa, detta litotomica, cioè sdraiata sulla schiena è nata tra le classi ricche del tardo medioevo, che vollero distinguersi dalla plebe che partoriva in piedi. L’invenzione del forcipe che risale al 1600, ha poi contribuito al più largo uso della posizione orizzontale durante il parto.

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Circa tre secoli fa l’ostetricia è stata medicalizzata e per questo motivo il parto in posizione distesa si è diffuso diventando il principale metodo di secondamento, soprattutto per rendere più semplice al personale medico l’assistenza al parto stesso. La posizione orizzontale tuttavia non è la più idonea, poichè limita la mobilità della schiena e del bacino, il contatto con il lettino è innaturale, e riduce il controllo della partoriente sul dolore e sulle contrazioni, in una parola è estremamente scomodo e poco efficace.

Da quando il parto verticale è tornato alla ribalta sulla scia delle tecniche più innovative in fatto di nascite e di posizioni per aiutare il bambino a venire al mondo, è stato confermato da molte donne che assumere le posizioni che favoriscono la forza di gravità, come lo stare sedute, accucciate, o in piedi è di grande aiuto e sono assolutamente le migliori; in alcune strutture sanitarie in italia è stato ripristinato l’uso del parto verticale, ora le donne possono infatti scegliere di partorire in posizione verticale, grazie anche alla reintroduzione della sedia da parto.

Questa particolare sedia sfrutta la forza di gravità e favorisce l’espulsione, è dotata di maniglie dove aggrapparsi e fare forza nello spingere. Alle proprie spalle la donna che sta partorendo può chiedere che ci sia il marito o un altro familiare che darà sostegno e serenità con la sua presenza, posizione ottima e meno traumatica per il compagno.

Ecco elencati qui di seguito tutti i vantaggi derivanti dal parto in posizione verticale:

La forza di gravità favorisce le contrazioni uterine e le spinte della partoriente che produce uno sforzo cosi molto più efficace, e non vano come spesso accade in posizione sdraiata.

Le contrazioni uterine sono più frequenti e regolari; la dilatazione della cervice è maggiore; nell’intervallo tra una contrazione e l’altra la donna si rilassa maggiormente; anche perchè in posizione verticale la pressione anche nella fase di riposo tra le contrazioni rimane maggiore.

Le varie fasi  del travaglio risultano più brevi in posizione verticale o accovacciata; queste posizioni risultano meno dolorose, vengono anche rilevate minori anomalie nei tracciati cardiografici. Nessuna compressione dell’aorta e della vena cava da parte dell’utero.

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