Parto

Parto vaginale medicalizzato: come stravolgere un evento naturale

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di Giusy Ragni il
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Il parto vaginale medicalizzato avviene da sdraiata, sul dorso, in questa posizione infatti il sacro non ha mobilità, e tramite stimolazioni esterne, (che possono avvalersi di farmaci e pratiche mediche come l’epidurale o l’ossitocina) vengono provocate le contrazioni uterine; in caso di difficoltà particolari a volte può essere messa in pratica la manovra di “Kristeller “che però è vietata in moltissime Nazioni. Tra gli effetti collaterali di questa manovra, proibita a giusta ragione, vi sono: lacerazioni  vaginali, danneggiamento della vescica urinaria, contusioni alle pareti addominali e alle pareti uterine, danni ai legamenti uterini, e anche prolasso uterino.

In questo tipo di parto rientra l’uso dell’epidurale, ma i pro e contro nei confronti di questo mezzo per azzerare il dolore durante il travaglio sono molti: tempo fa alcuni report medici divulgati dichiaravano che ne era aumentato in maniera significativa l’uso negli Stati Uniti, (dove l’epidurale è ancora  largamente utilizzata)  con un incremento conseguente dell’utilizzo di forcipi e ventose e del taglio cesareo, in alcuni casi il report faceva riferimento anche a danni cerebrali causati nei bambini per l’utilizzo dell’epidurale. 

E’ necessario mettere in risalto il fenomeno dell’eccessiva medicalizzazione del parto che ha subito un incremento notevole nell’ultimo decennio con una richiesta in  aumento costante dei parti cesarei. La medicalizzazione esagerata  intacca la salute di madre e figlio; tornare ai metodi di un tempo sarebbe più che giusto perchè il parto non è una malattia da trattare farmacologicamente, ma un processo naturale stravolto oggi da mezzi chirurgici, meccanici e chimici. 

Ogni donna dovrebbe prepararsi al parto mettendo in conto che il modo migliore per far nascere il proprio figlio è quello che la natura insegna e conduce dalla notte dei tempi, e in assenza di particolari o drammatici problemi, partorire con le proprie forze, accettando in modo attivo il dolore, controllandolo, assaporando e vivendo in modo totale e cosciente l’evento più bello e importante nella vita di ogni donna: diventare madre.

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