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Parto indolore con la mascherina autogestita

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di Stefania Roin il
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Il sogno di ogni donna che sta per diventare mamma? Partorire senza dolore!

Sarebbe davvero meraviglioso poter mettere al mondo il proprio piccolo senza soffrire o soffrendo il meno possibile!

E se la soluzione arrivasse da una mascherina?

Tranquille non mi sono fatta prendere dalla magia del Carnevale, tanto in voga in questo momento e tanto amato dai nostri bambini; penso piuttosto ad una mascherina collegata a una bombola piena di gas.

Il gas in questione è una miscela composta per il 50% da ossigeno e per un altro 50% da protossido di azoto, sostanza dalle conosciute caratteristiche sedative ed ansiolitiche.

In altre parole viene messa a disposizione della futura mamma un maschera collegata ad un bombola di protossido di azoto: quando la donna avverte che sta arrivando la contrazione, fa 3-4 inspirazioni profonde, poi allontana la maschera quando il dolore si placa e la riutilizza ogni volta che ne avverte la necessità, fino alla fine del travaglio.

Il vantaggio dell’apparecchio è che il gas viene erogato solo al momento dell’inspirazione, quindi è solo la donna a stabilire se e quando assumerlo.

Ma si tratta di una metodica davvero efficace? Ci sono rischi per la partoriente o per il nascituro?

La prestigiosa rivista British Medical ed il Journal hanno dichiarato come :“Il 90% delle madri, dei padri e delle ostetriche confermino l’efficacia di questo farmaco per la parto-analgesia”.

Si tratta di una “risorsa analgesica” le cui matrici risalgono alle esperienze delle cliniche ostetriche svedesi, dove il 30% delle madri utilizzano il protossido d’azoto come unico analgesico durante il parto, e degli ospedali australiani dove il gas trova impiego ben nel 50% dei parti naturali.

Certo, come ha sottolineato Rosa Salvo, Direttore UO di Anestesia e Rianimazione all’Ospedale dei bambini Buzzi di Milano: “Il gas esilarante non serve per eliminare (del tutto) il dolore del parto, ma, come altre tecniche, può essere utile per renderlo più sopportabile”. La dottoressa poi entra nel concreto affermando “Se immaginiamo un’ipotetica scala del dolore da 0 a 10, il protossido può ridurlo di 2-3 punti……Il suo effetto è infatti quello di indurre maggior tranquillità e meno ansia perché…. ha un’azione euforizzante e sedativa. E questo, nella maggior parte dei parti, è più che sufficiente in sala travaglio”.

Insomma una vera e propria risorsa per la futura mamma messa in condizione di gestire al meglio la propria sofferenza riducendola di molto ed a rischio zero per sé e per il bambino.

Il protossido d’azoto, infatti, è una sostanza totalmente innocua poiché, come ribadisce ancora la dottoressa Rosa Salvo “ ha un passaggio rapidissimo e non viene metabolizzato”.

Il vostro piccolo o la vostra piccola stanno per nascere e volete anche voi poter beneficiare dei vantaggi di un travaglio supportato dal protossido di azoto?

Se anche voi volete partorire col supporto della “maschera”,sappiate che il dispositivo per l’erogazione del protossido d’azoto è entrato in commercio in Italia da meno di due anni, quindi sono ancora poche le strutture che offrono questa possibilità.

Eccovi l’elenco delle cliniche fino ad ora attrezzate a tale procedura “ antidolore” cui potrete rivolgervi per aiutarvi a far nascere la vostra creatura:

Azienda ospedaliera di Melzo

Azienda ospedaliera di Melegnano

Azienda ospedaliera di Cernusco sul Naviglio

Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino

Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano

Ospedale di Sesto San Giovanni

Istituto Clinico Beato Matteo di Pavia

Ospedale SS. Pietro e Paolo-Borgosesia

Presidio ospedaliero S. Andrea di Vercelli

Ospedale Santo Spirito Casale Monferrato

Azienda Ospedaliera di Rilievo nazionale e di Alta Specializzazione Garibaldi di Catania

Policlinico Umberto I di Roma

Policlinico Abano Terme

Casa di Cura Villa Betania di Napoli

 

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